Finanziamento start-up: come e quando richiederlo

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Vuoi entrare nel mondo imprenditoriale e concretizzare le tue intuizioni con una nuova attività? Lanciare una start-up può essere un modo fruttuoso per concretizzare le tue aspettative.

Pur non avendo a disposizione un investimento iniziare, puoi comunque richiedere dei prestiti, non soltanto ad amici e parenti, ma anche tramite crowdfunding e finanziamenti istituzionali

Una volta definito il business plan occorre trovare degli investitori, in grado di investire sul progetto. Come muoversi per ottenere la liquidità necessaria ad avviare la start-up

Come finanziare la start-up?

Molti giovani imprenditori si trovano in crisi quando è il caso di trovare dei fondi per coprire il budget necessario per dare vita alla loro idea innovativa e accattivante. 

L’autofinanziamento è, ovviamente, il modo più facile per avviare un impresa e coprirne le spese iniziali, ma non sempre il capitale basta. Spesso, infatti, i costi possono essere molto elevati, specie quando c’è da acquistare macchinari, rifornimenti e materie prime, oltre al pagamento dei dipendenti.

E, quando nemmeno i prestiti di amici e parenti sono sufficienti per l’investimento, possono arrivare in aiuto finanziamenti privati e pubblici, messi a disposizione per incentivare la nascita di imprese sul territorio. 

Istituzioni ed enti privati, al fine di agevolare la nascita di start-up innovative, mettono a disposizione dei fondi per dei progetti specifici, spesso a tasso zero o con interessi estremamente agevolati. Ad essere favorite sono soprattutto le imprese costituite da donne o da giovani al di sotto dei 35 anni. Esistono poi fondi regionali e fondi di garanzia per aziende innovative, finanziati anche dall’Unione Europea. In alternativa, c’è la strada dei prestiti bancari, sebbene meno proficua e più rischiosa.

Da citare in questo campo la figura dei Business Angels, solitamente degli imprenditori che, a titolo privato, investono una certa disponibilità finanziaria per aiutare una nascente start-up. In questo caso il Business Angel mette a disposizione non soltanto la disponibilità economica, ma anche le sue conoscenze e competenze al servizio del giovane imprenditore. In cambio del suo investimento ottiene una percentuale dell’attività, diventano socio.

Simile la figura del venture capital, che si occupa di finanziare economicamente le imprese di nuova realizzazione. Può anche mettere a disposizione capitali elevati, per poi acquisire quote della società una volta avviata. A differenza dei Business Angels, che investono fondi personali, i venture capital devono raccogliere i capitali rivolgendosi in prevalenza ai cosiddetti fondi istituzionali, come le fondazioni bancarie, gli enti previdenziali, enti pubblici territoriali, le assicurazioni e le banche.

Un ulteriore modo per ottenere i finanziamenti necessari a lanciare una startup è tramite i cosiddetti “incubatori di start-up“. Gli incubatori di startup sono organizzazioni che accelerano la nascita di un’impresa attraverso un processo sistematico, che prevede vari passaggi e strumenti di sostegno. Mentre quelli a carattere pubblico hanno come fine quello di migliorare la competitività di alcuni settori, quelli privati hanno spesso una finalità economica, in quanto possiedono una quota della società.

Come spiegato, non è indispensabile possedere l’intero capitale per coprire l’investimento iniziale, perché esistono molte soluzioni pubbliche e private per finanziare l’avvio di una start-up.

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