Cessione del Quinto, cos’è e come funziona

La cessione del quinto dello stipendio è una formula di prestito personale dove la rata del rimborso del prestito corrisponde ad una quota dello stipendio, precisamente la quinta parte dello stipendio o del salario netto del lavoratore dipendente che ottiene il finanziamento.

Chi può accedere alla Cessione del Quinto dello Stipendio

Questa tipologia di prestito è destinata a tutte le categorie di lavoratori dipendenti (per il momento chi ha un lavoro a tempo indeterminato), sia dello stato e del comparto para-statale che delle aziende private stabilite dalle disposizioni di legge.

La cessione del quinto è considerato in genere un prestito facile, comodo e sicuro, ed ora può ricorrervi anche chi percepisce una pensione.

Caratteristiche del Prestito con Cessione del Quinto

Ecco le caratteristiche e gli elementi finanziari principali di questa tipologia di finanziamento:

  • la rata prevista dal piano di ammortamento del prestito viene trattenuta direttamente dalla busta paga dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico in caso di pensione
  • la rata resta fissa durante l’intero piano di ammortamento
  • la rata di rimborso ha cadenza mensile
  • la durata del finanziamento può raggiungere un massimo di 120 mensilità (10 anni)
  • il tasso d’interesse è fisso per tutta la durata del finanziamento
  • la copertura assicurativa a tutela dell’istituto che eroga il finanziamento nei casi di morte e di perdita del lavoro è obbligatoria
  • non sono necessarie garanzie aggiuntive
  • è un prestito non finalizzato perché non viene richiesta alcuna informazione sulla destinazione del finanziamento.

Per sua caratteristica questo tipo di finanziamento viene concesso con facilità, quando ovviamente siano soddisfatti i requisiti necessari e si sia in presenza di un lavoro dipendente a tempo indeterminato, specie in funzione del fatto che trattenere direttamente la rata dalla busta paga è una buona garanzia di pagamento per l’istituto che eroga il prestito che non andrà incontro a rischi di insolvenza volontaria. La Cessione del Quinto può essere concessa anche a quelle persone che, in passato, non hanno avuto una buona reputazione creditizia, e sono stati classificati come cattivi pagatori e/o protestati. Inoltre, può essere richiesta anche in presenza di altri finanziamenti in corso.

Ma la cessione del quinto è considerata una modalità sicura e pratica anche per il contraente che sceglie un prestito in linea con le sue possibilità economiche.

La Cessione del Quinto ai Pensionati

La cessione del quinto Inps è rivolta unicamente ai pensionati, che in questo modo possono garantirsi della liquidità in modo sicuro, comodo e senza gravare eccessivamente sul bilancio familiare. I pensionati possono stipulare con le banche un prestito che poi potrà essere estinto in un periodo non superiore a dieci anni con la cessione di una quota della pensione fino a un quinto del suo valore complessivo. È l’Inps che paga le rate del rimborso del prestito, trattenendole dalla pensione. Sono molte le società o gli istituti bancari che erogano un prestito ai pensionati tramite cessione del quinto.  I richiedenti un prestito farebbero bene a raffrontare un buon numero di preventivi, per evitare di stipulare un contratto e poi rendersi conto dell’esistenza di proposte di finanziamento più vantaggiose. Può essere molto utile eseguire una ricerca online di prestiti a pensionati, anche per comparare diverse proposte e magari richiedere un preventivo gratuito e senza impegno.
Dopo aver valutato i preventivi, il richiedente dovrà rivolgersi all’Ente Previdenziale, per poter ottenere la propria dichiarazione di Quota Cedibile, ossia la comunicazione di cedibilità in cui l’ente, dopo aver verificato le condizioni a tutela del pensionato, indica l’importo massimo della rata del prestito. La comunicazione va poi esibita all’istituto di credito con il quale si vuole stipulare un contratto.
La rata mensile viene trattenuta direttamente dal cedolino pensionistico da parte delle amministrazioni, Inpdap o Inps, che provvedono a saldare gli enti finanziari. La durata del finanziamento può variare tra i 24 mesi fino ad un massimo di 120 mesi. Il tasso applicato è fisso per tutta la durata dell’ammortamento.
Gli unici limiti sono relativi alla scadenza del prestito e alla salvaguardia dell’importo minimo della pensione.  In genere, tutti gli istituti di credito concordano nello stabilire che la pensione residua, sottratta la rata, non deve essere inferiore ai 500 euro. La pensione, inoltre, deve avere un unico titolare. Il prestito personale è richiedibile dai pensionati che hanno tra  i 72 e gli 80 anni. L’età massima per richiedere la cessione del quinto per i pensionati è di massimo 85 anni (ossia prima del compimento dei 85 anni deve scadere l’ultima rata). Proprio per questa ragione al momento della stipula del contratto è obbligatorio stipulare una polizza assicurativa in caso di premorienza.

Requisiti necessari per poter accedere al finanziamento:

  • sono prese in considerazione solo pensioni di anzianità, vecchiaia e reversibilità
  • non sono finanziabili le pensioni di invalidità, inabilità, assegno sociale
  • non sono finanziabili le pensioni con più titolari
  • non sono finanziabili le pratiche con pignoramento in corso
  • non sono finanziabili le pensioni con un netto inferiore ai 500 euro
  • le pensioni di anzianità, reversibilità e vecchiaia, possono essere cumulate, solo se titolate alla stessa persona
  • sono finanziabili le pensioni di qualsiasi Ente Pensionistico, esclusi solo i pensionati INAIL.

Prima di chiedere un prestito ad una banca, il richiedente deve ottenere dall’Inps la comunicazione di cedibilità, in cui l’ente, dopo aver verificato le condizioni a tutela del pensionato, indica l’importo massimo della rata del prestito. La comunicazione va poi esibita alla banca con la quale si intende stipulare un contratto. Per tutelare i pensionati, l’Inps, ricevuta la notifica del contratto, verifica che l’istituto di credito abbia i requisiti di legge per questo tipo di operazione, controllando che il tasso effettivo globale applicato sia inferiore al tasso anti usura e che la rata del rimborso non sia superiore ad un quinto della pensione.

La Cessione del Quinto del TFR

Il Trattamento di Fine Rapporto,  più comunemente conosciuto come liquidazione, si compone della cifra che spetta al lavoratore dipendente al termine del suo rapporto di lavoro. È un accantonamento contabile pari a circa una mensilità di stipendio all’anno, anche se il calcolo viene precisamente effettuato dividendo la retribuzione annua per 13,5.
Da qualche tempo è diventata sempre più comune la pratica di accendere dei finanziamenti ponendo a garanzia proprio il fondo che compone il Tfr  e, dal canto loro, gli istituti finanziari  accettano di sovvenzionare i dipendenti di aziende private per importi massimi legati all’ammontare del Tfr messo da parte.
Naturalmente, in caso di finanziamenti quali la cessione del quinto,  il Tfr accantonato viene messo a disposizione della banca erogante come garanzia del prestito contratto. I dipendenti delle aziende private, infatti, prima di stipulare il contratto, vengono chiamati a firmare una dichiarazione, che vincola la banca a disporre del Tfr presente e futuro. In caso di perdita del posto di lavoro,  la banca è autorizzata a prelevare il Tfr accantonato fino alla copertura del debito residuo, che risulterà così estinto.
A differenza dei dipendenti delle aziende private, i dipendenti pubblici e statali non sono sottoposti a tale vincolo. Come abbiamo detto sopra, il loro Tfr è gestito dall’Inpdap, di conseguenza non rappresenta una garanzia per la banca erogante il prestito.

La Cessione del Quinto INPDAP

L’Istituto Nazionale di Previdenza e Assistenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica può concedere finanziamenti a tutti i dipendenti delle amministrazioni pubbliche che abbiano bisogno di liquidità, pagando per loro la rata di un prestito personale, grazie alla cessione del quinto.
Per accedere alla cessione del quinto dello stipendio Inpdap sono necessari i seguenti requisiti:

  • essere dipendenti di un’amministrazione pubblica con contratto a tempo indeterminato
  • aver conseguito almeno 4 anni di servizio presso l’amministrazione stessa
  • non avere altre ritenute in busta paga che sommate superino i due quinti dello stipendio.

Per ottenere la cessione del quinto dall’Inpdap bisogna inoltrare una apposita richiesta compilata su di un  modulo rilasciato dall’istituto di previdenza per i dipendenti dell’amministrazione pubblica. La domanda va redatta  in quattro copie da presentare presso l’amministrazione per la quale si è dipendenti, e alla stessa devono essere allegati:

  • la documentazione attestante lo stato di bisogno e l’eventuale spesa a seconda della motivazione prevista nel Regolamento
  • un certificato medico di sana e robusta costituzione fisica (rilasciato dall’ASL o da un medico incaricato dall’Amministrazione dalla quale dipende il richiedente).

Non è possibile reiterare una cessione in corso se non sono trascorsi due anni dall’inizio di una cessione di durata quinquennale, o quattro anni dall’inizio di una cessione decennale. È concessa l’estinzione anticipata in qualsiasi momento, tramite il versamento del debito residuo. La cessione del quinto è accompagnata da una polizza assicurativa, che tutela l’ente finanziatore e il richiedente,  in caso di licenziamento di quest’ultimo.

Sono molte le società finanziarie e gli istituti di credito che ai propri clienti (dipendenti pubblici, statali e privati) propongono prestiti nella formula della cessione del quinto dello stipendio o della pensione. Tra questi citiamo Agos, BNL e Findomestic.

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