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30 Giu

Tutti coloro che possiedono una carta di credito sanno di essere obiettivo di parecchie truffe informatiche.
Esistono però alcune piccole regole da seguire per poter tutelare il nostro conto corrente in banca e non fumarci via i nostri risparmi a causa di qualche Hacker.
Esistono diverse tecniche per “rubarvi” i dati ed utilizzarli per altre operazioni bancarie.
I principali sono Phishing, Trashing, Sniffing e Vishing.
Questi sono solo alcuni dei molti sistemi che i truffatori si inventano ogni giorni per fregarvi i dati della vostra carta di credito.
Fate sempre attenzione, i dati sensibili sono molto importanti e potreste trovarvi il vostro conto asciutto.
Solitamente i vostri dati personali non vengono mai richiesti ufficialmente attraverso vie traverse.
Ed anche se richiesti andate voi stessi direttamente allo sportello a comunicarli.
Fonte Guadagnorisparmiando
29 Giu

Con un comunicato stampa del 20 Giugno, la Federconsumatori fa notare ai cittadini italiani che contro i truffatori finanziari, la legge è troppo “soft”.
La federazione richiede pene esemplari, come in America, dove i reati economici sono puniti col carcere e con pene anche di alcuni anni.
Ma in Italia si potranno mai fare leggi così dure?
Con l’economia non si scherza, ma a quanto pare in Italia si prende molto alla leggera questa considerazione.
MUTUI- FEDERCONSUMATORI CHIEDE INTERVENTI PIU’ FORTI CONTRO TRUFFATORI DI OGNI SPECIE
Quando ci fu la truffa Enron sui risparmiatori negli Stati Uniti mandarono in galera i responsabili. Noi qui in Italia qualche arresto domiciliare.
Con lo scandalo dei derivati in USA si arrestano manager con l’accusa di frode e qui in Italia dopo che Adusbef e Federconsumatori hanno denunciato la questione alle procure della Repubblica ancora non se ne fa nulla.
Sempre negli Stati Uniti se una azienda porta nocumento a una moltitudine di cittadini vi è una forte Class-Action che difende i cittadini, realizza risarcimenti e colpisce le aziende colpevoli attraverso il cosiddetto “danno punitivo”. In Italia si era pronti con la nostra norma di Class-Action e si rinvia il tutto. A quando, sostiene Rosario Trefiletti Presidente Federconsumatori, si inizierà a dare risposte serie ai cittadini e si definirà un mercato più chiaro, più trasparente e meno ingannevole, attraverso nuove normative e nuove regole? E a quando qualche d’uno farà un po’ di “galera” per danni che molte volte mettono sul lastrico famiglie intere?
A quando insomma un capitalismo più serio e non quello nostrano all’Amatriciana che vuole rifuggire da qualsiasi norma regolamentatoria ?
Fonte comunicato stampa
29 Giu
Nonostante i prezzi delle case stiano calando la Federconsumatori annuncia che i costi di mantenimento di un immobile stanno crescendo.
Con un comunicato stampa di ieri Federconsumatori ha annunciato in fatto:
Il 2008 sta registrando importanti modifiche sui costi di mantenimento della propria casa dovute a:
Un rallentamento della bolla immobiliare e quindi degli affitti ( + 2%)
Un notevole aumento dei mutui ( causa subprime e tasso Euribor ultimi dodici mesi più previsione luglio + 49 Euro)
Azzeramento ICI prima casa
Aumento notevolissimo delle bollette energetiche oltre a quelle di acqua e RSU.
Aumenti consistenti per costi manutenzione ordinaria e straordinaria
ECCO QUI DI SEGUITO IL DETTAGLIO.
Spese per il mantenimento per l’appartamento in affitto e di proprietà.
Previsione di Variazione 2008/2007 Costi mantenimento
appartamento AFFITTO In Euro al mese
2007 2008
1457.00 1518.0
appartamento PROPRIETA’ In Euro al mese
2007 2008
979.0 1028.00
Da questi conteggi si evince che una famiglia in affitto pagherà di più quest’anno 61 Euro mese pari a 732 Euro anno. Quella in proprietà 49 Euro mese in più pari a 588 Euro anno.
A questo punto forse il taglio dell’ici sicuramente non basterà a dar fiato ai cittadini sommersi dai debiti per il sostentamento non solo di una casa, ma di un’intera famiglia!
Possiamo dire che in media quasi uno stipendio dei due che guadagna una famiglia media scompare per il mantenimento dell’abitazione.
Un tempo il marito lavorava e la donna restava in casa a curare la famiglia. A quanto pare oramai questa cultura deve scomparire: è diventato un lusso.
Fonte Federconsumatori