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Si parla di Prestiti, Finanziamenti, Mutui ...

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Mutuo e Prestito: scopo e differenze

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Spesso si fa confusione nella definizione di mutuo e prestito.
Le due cose son ben diverse, anche se entrambi hanno come punto in comune l’erogazione di denaro a debito.

Quando accendiamo un mutuo, ha uno scopo ben definito: l’acquisto di una casa.
Il denaro prestato al cliente è diretto unicamente alla costruzione o all’ acquisto di un immobile destinato all’abitazione. Non può essere utilizzato per scopri consumistici privati.
Proprio per questo è soggetto ad una normativa differente.
Ha un tasso di interesse fisso, variabile o misto con alcune agevolazioni fiscali e tende al lungo periodo.
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Una decina di anni o forse anche più, l’idea di indebitarsi per pagare l’abbonamento in palestra, poteva parere assurda.
Oggi a quanto pare non è più così.
Sempre più italiani fanno ricorso al credito al consumo per potersi togliere i vizi più assurdi.

Tra il 2004 e il 2007 il credito al consumo ha registrato un balzo del 32%.
Questa cifra è veramente alta e fa ben capire come l’attitudine italiana a risparmiare sia scomparsa, ma non solo, l’attitudine al consumo è divenuta così alta, che ci si inizia ad indebitare.

Sicuramente i nostri avi si staranno rivoltando nella tomba per tutto questo spreco, ma è l’andamento economico di questo periodo e nessuno per ora può far nulla.
Inoltre la nascita di nuovi tipi di finanziamento come Zopa o Boober permette di accedere ancora con più semplicità a dei prestiti, facilitando l’indebitamento.

Il risparmio sembra oramai una consuetudine andata persa, ma noi tutti sappiamo che forse non è l’attitudine al risparmio terminata, ma il denaro da risparmiare finito.

Fonte yahoonotizie

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Non è molto famosa come procedura tuttavia è importante da conoscere.
Conosciuta come cessione del quinto, si riferisce ad un prestito personale eseguito attraverso buste paga e pensioni.

Non è accessibile per cui a lavoratori autonomi o a tempo determinato.
La cessione del quinto funziona basandosi sulla cessione di una parte della busta paga o pensione (1/5) prelevandolo direttamente alla fonte.
Per cui sarà il nostro datore di lavoro o l’ente pensionistico che pagherà direttamente la nostra rata.

Il prestito non richiede particolari garanzie, se non la busta paga, ma ha un limite di richiesta prestito che va dai 3000 euro ai 45000 euro.
Non necessitando di particolari condizioni per la richiesta può essere l’ideale per tutti coloro che hanno avuto protesti o preblemi simili con le banche.

Inoltre il prestito non viene erogato con un determinato fine, ovvero l’obiettivo di questo prestito non dev’essere dichiarato e per cui può essere utilizzato anche a più tranche o per coprire svariate spese sostenute.
Oltre alla busta paga, la cessione del quinto comporta una clausola sul TFR.
In caso di licenziamento l’ agenzia potrò rifarsi sulla liquidazione del lavoratore.

Ultima convenienza è il periodo di rimborso che si può ottenere fino a 10 anni, un tempo veramente ampio per restituire la cifra.

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Tra i principali problemi degli studenti universitari, la mancanza di denaro può essere inserita nella top list.
Proprio a causa di questo in parecchi rinunciano ad Erasmus, corsi di formazione, master e molti altri investimenti sulla propria persona.
Come fare allora?

Una soluzione sembra arrivare dallo stato, con un prestito redatto senza troppe garanzie, se non quella del proprio merito.
Naturalmente la cifra non è alta, ma per la crescita personale culturale possono bastare.

Si parla di cifre fino a 6000 euro da restituire in seguito finito il percorso di laurea, ad un tasso agevolato.
Maggiori dettagli potete trovarli qui, con i requisiti per partecipare al progetto.

Credito al consumo, sempre in aumento

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Attraverso gli spot pubblicitari, promozioni a tassi agevolati e marketing di vario genere, sembra che il credito al consumo sia una vera e propria manna dal cielo.

Sempre più in aumento gli italiani che comprano svariati prodotti a rate anche per due anni, per importi piuttosto contenuti e per prodotti che in passato acquistavamo direttamente.
La lavatrice con rate da 30 euro al mese, il televisore al plasma 100 euro al mese, e così tantissimi altri beni.

I redditi bassi e forse il non poterne far a meno, costringono l’ italiano medio ad acquistare con piccole rate ogni prodotto.
La frase che più si sente da coloro che ricevono il prestito è : ” così non ne risento”.
Per alcuni è un segno di cambiamento culturale, dove il debito non è più visto come un elemento negativo, ma un modo per ammortizzare la perdita di potere d’acquisto.

Sembra che il fenomeno sia in forte aumento ed ecco alcuni dati che parlano:

“la dimostrazione che il credito al consumo sia sempre più amato dagli italiani arriva dai dati forniti nel corso del convegno ‘Consumer credit 2006’, organizzato da Abi e Assofin a Roma il 17 marzo 2006. Stando alle cifre, il ritmo del credito al consumo è cresciuto del 18,5 per cento, passando da 57,9 miliardi di euro di finanziamenti registrati nel settembre 2004 a 68,7 miliardi di euro dello stesso mese del 2005.Tuttavia c’è da fare molta attenzione, visto che la somma delle rate può portare ad importi piuttosto significativi nel loro totale.”

Ecco allaro una definizione di credito al consumo estratto da una guida Assofin molto interessante:
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