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L’antitrust multa 23 banche


Per parecchio tempo si è parlato del problema bancario che riguardava coloro che volevo surrogare il proprio mutuo e non potevano o se volevano dovevano pagare spese aggiuntive.
Il decreto Bersani aveva risolto il problema con una legge che vietava di far pagare le spese bancarie a coloro che volevano passare il proprio mutuo ad un’altra banca.
Non tutti gli istituti di credito hanno rispettato questa normativa ed hanno fatto delle regole a proprio piacimento.

Su lamentale di tutti i clienti, l’antitrust è intervenuto ed ha sanzionato 23 banche con delle multe.
Eccole in elenco:

BANCA SELLA 300.000
BANCA CARIGE 420.000
BANCA ANTONVENETA 460.000
DEUTSCHE BANK 500.000
UNICREDIT BANCA 500.000
UNICREDIT BANCA DI ROMA 500.000
BANCO DI SICILIA 450.000
BIPOP CARIRE 420.000 BNL 450.000
MONTE PASCHI SIENA 350.000
INTESA SANPAOLO 480.000
BANCA POPOLARE BERGAMO 450.000
BANCO DI BRESCIA 450.000
BANCA REGIONALE EUROPEA 450.000
BANCA POPOLARE COMMERCIO E INDUSTRIA 450.000
CREDITO EMILIANO 420.000
BANCA POPOLARE VICENZA 440.000
BANCA NUOVA 440.000
CREDITO ARTIGIANO 250.000
BANCA POPOLARE MILANO 420.000
BANCA POPOLARE SONDRIO 410.000
BANCA POPOLARE VERONA-SAN GEMINIANO E SAN PROSPERO 320.000
BANCA POPOLARE LODI 350.000
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Nella crisi di questi tempi le banche americano stanno tutte perdendo quota, alcune si sono proprio schiantate al terreno.
Ma c’è un altro mercato finanziario che sembra stia volando alto nonostante la crisi mondiale.
Quello delle banche cinesi.
Grazie allo sviluppo cinese degli ultimi anni, le loro banche hanno parecchio giovato della crescita e stanno sfruttando la situazione di crisi a loro favore.

Per rendersi conto della differenza tra i blocchi occidentali ed orientali :

Già perchè secondo una stima di “Bloomberg” sono cinesi tre dei sei maggiori gruppi finanziari mondiali: HSBC, ICBC e China Construction Bank (Ccb).

ICBC ha guadagnato in questa prima fase del 2008 il 5,4% contro un meno 50% fatto registrare da Merril Lynch!

E le cifre sembrano destinate ad aumentare a favore dei colossi orientali.
Il momento di sviluppo asiatico non aveva ancora visto precedenti e sicuramente questo boom economico verrà ricordato a vita dagli abitanti del posto.
Ma quanto potrà durare questa accelerazione?
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Diamogli Credito a questi ragazzi!


Diamogli Credito è un progetto che serve a tutti gli studenti che hanno bisogno di denaro per la propria formazione.
Naturalmente non è un fondo perso, ma il denaro richiesto in prestito dev’essere restituito.

Il progetto però non voleva costituire un elemento di rischio per lo studente.
Ecco perché se uno studente non riesce a ripagare i propri debiti, la banca usufruirà del fondo Diamogli Credito per rimborsare il proprio credito.

Ecco cosa accade in caso di insolvenza:

Per le peculiarità e le finalità di questa iniziativa, è importante non trasformare un’opportunità in un rischio. Quindi, per tre mesi dalla scadenza dell’eventuale ultima rata insoluta, non ci saranno altre conseguenze oltre all’addebito degli interessi di mora. Dopo un primo sollecito, lo studente avrà ulteriori 60 giorni di tempo. Alla fine di questo periodo di cinque mesi, se risultasse ancora inadempiente, l’istituto erogante potrà attivare il fondo di garanzia istituito presso il Ministero per le Politiche Giovanili e le Attività Sportive, che rifonderà il 50% del debito insoluto, e potranno essere avviate le procedure per il recupero del credito, con la relativa iscrizione dell’inadempiente alla Centrale rischi (registro insolventi).

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I cdo e la crisi economica


I Cdo non sono altro che obbligazioni strutturate.

Per essere più chiari sono dei pacchetti con un’obbligazione emessa dalla banca e con all’interno diversi debiti che cercano un investitore per coprirli.
Ma c’è un piccolo problema: all’interno contengono qualsiasi tipo di debito, anche i subprime.

Accade dunque che una banca che vuole dei finanziamenti emette questi Cdo cercando credito, promettendo di ripagare il tutto con relativi interessi.
Sicuramente essendo più debiti, alcuni fanno da tampone, ma quelli Subprime sono una vera spada di Damocle, infatti in caso di mancato rimborso la banca ci rimetterà i soldi investiti nel mutuato e i soldi da restituire all’investitore.

Il risultato è un rallentamento della finanza e una svalutazione di questi titoli e quindi anche del portafoglio delle banche.
Creando ulteriori problemi agli istituti di credito oltre a quelli già nati coi soli subprime.

Esistono tuttavia delle assicurazioni valutate con una tripla “A”, che in termini di finanza significa “garanzia”.
Ora però stanno facendo fatica anche loro a garantire questi debiti.
Dovessero non farcela, la crisi economica subirebbe un altro scivolone!!

Fonte Lamiaeconomia.blogspot.it,pattichiari.it


Per quanto possiamo criticarle a quanto sembra le nostre banche sono le migliori in Europa.
A questo punto ci staremo chiedendo…chissà allora all’estero come son conciate.

Attenzione! Questa analisi non è stata fata in relazione al cliente, ma in relazione alla banca.
Ovvero si è valutato la qualità della banca, non il servizio erogato.
L’ EBR (European Banking Report) scrive:

Gli analisti e gli investitori internazionali promuovono le banche italiane. Nonostante le turbolenze che
agitano i mercati finanziari e la congiuntura economica non brillante, infatti, gli analisti delle maggiori
banche d’affari internazionali considerano le banche italiane tra quelle con le maggiori potenzialità di crescita
d’Europa, per tre motivi principali: la scarsa esposizione verso il mercato dei mutui subprime e verso gli
strumenti finanziari ad esso collegati; le rilevanti potenzialità di crescita del business retail che in Italia è
ancora sottodimensionato; l’opportunità di contenere ulteriormente i costi operativi dopo le recenti
operazioni di aggregazione. Restano però le incertezze dovute alla debolezza dell’economia reale italiana e al
peggioramento del clima di fiducia delle famiglie per via dell’aumento dei tassi di interesse e dell’inflazione.
Utili e redditività delle banche italiane, inoltre, restano ancora ridotti rispetto a quelli delle banche di altri
paesi.
A tracciare questo quadro, raccogliendo le opinioni degli analisti e degli investitori internazionali, è EBR -
l’European Banking Report creato dall’ABI – nel corso della presentazione dell’Osservatorio dei risultati
economici delle maggiori banche europee agli addetti ai lavori del credito e della finanza italiani e stranieri. “Le
caratteristiche peculiari del mercato bancario italiano – ha detto il direttore generale dell’ABI, Giuseppe
Zadra - rappresentano punti di forza che ci rendono attraenti per gli investitori esteri, come confermato
dalle valutazioni delle banche d’affari internazionali sulla crescita futura dell’industria bancaria italiana,
superiore a quello delle concorrenti europee”.

Riassumendo le banche italiane hanno opportunità di crescita, ma sono frenate dalla crisi economica italiana e la sfiducia sui mercati.
Vorrei però precisare una cosa:
Sicuramente la bassa esposizione ai Subprime in questa crisi ha poco esposto il nostro sistema bancario, ma è anche vero che permettendo qualche prestito in più, forse anche la crisi economica aveva meno impatto sui cittadini o più precisamente sulle imprese.

Fonte Abi.it

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