
Il 5 maggio a Roma è l’appuntamento per parlare delle nuove regole per ristabilire la fiducia nel mercato.
In questi mesi una luce in fondo al tunnel della crisi si inizia a vedere, ed ora il mercato ha bisogno di supporto per ricominciare i contatti tra le persone.
Una parte molto interessante del comunicato stampa ABI è questa:
La crisi ha messo in luce la necessità di riformare le regole e pratiche di vigilanza a livello globale e di estenderne l’ambito di applicazione a livello macroprudenziale; l’obiettivo è di mettere i supervisori nella condizione di poter vigilare gli operatori transfrontalieri nella loro interezza e di evitare che ci siano operatori incontrollati in tutti i comparti.
Tali esigenze sono particolarmente sentite anche a livello europeo, come dimostrato dal dibattito avviato dalla Commissione in seguito alla pubblicazione delle raccomandazioni del gruppo de Larosière per fronteggiare le debolezze della regolamentazione europea evidenziate dalla crisi. Gli obiettivi che dovranno essere perseguiti nel prossimo futuro sono, pertanto, legati alla necessità di accentrare in modo incisivo l’architettura di vigilanza europea, sia a livello micro che macroprudenziale, e di estenderne l’applicazione a quei segmenti di mercato che oggi non sono regolamentati.
La finanza derivata, quella che si è sviluppata dagli anni 80 e 90, è infatti sfuggita alle regole. Non
bisogna però dimenticare i benefici che questi strumenti hanno avuto e hanno per le imprese, i derivati rappresentano una straordinaria conquista, sono prodotti che coprono da rischi come quelli dei tassi di interesse e di cambi. Bisogna inoltre promuovere livelli di trasparenza per la prevenzione dei rischi nel comparto bancario e per rinsaldare i rapporti di fiducia con la clientela.
Non si poteva fare quello che si sta cercando di fare ora, prima dell’arrivo della crisi?O siccome tutto filava liscio nessuno ci pensava?
Se la finanza derivata da un lato ha coperto i grossi rischi di alcune imprese, era più che comprensibile il fatto che uno strumento abbia non solo un fattore positivo, ma anche negativo.
Ed infatti se da un lato si autoregolava e permetteva varie combinazioni tra rischi e tassi, dall’altra parte lentamente sfuggiva ai controlli delle autorità portandoci alla crisi dei mutui subprime.
Spero che in futuro non accadrà più un fenomeno del genere e che velocemente troveranno nuove regole ( a livello europeo) anche per questo tipo di mercato finanziario.
Tuttavia la crisi non si ripresenta mai nello stesso modo della precedente, la storia ci insegna che nonostante le conseguenze siano simili e facilmente studiabili, le cause sono sempre variabili e non sempre prevedibili in tempi opportuni.
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