Carte Revolving

La carta revolving mette a disposizione del titolare una certa liquidità da spendere nell’immediato: dalla spesa al supermercato al pieno di benzina, ma nasconde costi e commissioni che, alle volte, si rivelano eccessivi.

In pratica la carta revolving prevede i medesimi servizi della carta a saldo, ma ha la caratteristica di “contenere” un affidamento, vale a dire un prestito. Questa carta offre la possibilità di spendere del denaro indipendentemente dai fondi disponibili sul conto corrente e di ripagare ratealmente il proprio debito.

La differenza rispetto ad una carta di credito tradizionale è che il pagamento non avviene subito all’acquisto della carta ma in un periodo più lungo, concordato nel contratto stipulato. Quindi si compra subito ma si paga dopo con l’obbligo di saldare il debito a tassi d’interesse che oggi sono arrivati a sfiorare il 17-20%.

La “Blu American Express”, la carta “Barclaycard”, la “Carta Aura” di “Findomestic Banca” e la carta “Bancoposta ricaricabile” offerta da Poste Italiane ma gestita dalla Agos, sono alcune delle revolving più famose che invogliano a fare acquisti, dimenticando spesso che alla stipula del contratto si è stabilita una soglia massima, detta “fido”, oltre la quale non si può andare, pena l’applicazione di commissioni salatissime.

Quando si richiede una carta di credito revolving è opportuno che valutare attentamente il costo effettivo legato al possesso e all’utilizzo dei servizi che questa mette a disposizione, anche se non sempre è facile capire quanto costa realmente, in quanto le voci di spesa sono numerose (spese per interessi, spese annuali, spese di incasso rata), e non sono facilmente integrabili in una misura di costo unica.

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