
In questo articolo tratto dal sito BankNoise si definisce la possibilità di assicurare il proprio mutuo contro il rischio d’insolvenza.
Giustamente l’assicurazione va stipulata prima che il rischio d’insolvenza sia reale o addirittura già non si è pagata una rata.
Ma l’autore dell’articolo si domanda e presenta il problema della correttezza nell’aiutare coloro che con un mutuo a tasso variabile sono stati supportati dallo stato in caso di mancato pagamento della rata.
È corretto aiutare chi non si è assicurato o non ha fatto un mutuo a tasso fisso per decisioni proprie (ma pagandolo meno), mentre altri hanno dovuto pagare un prezzo più alto per avere le stesse garanzie?
Effettivamente la risposta non sta nel giusto o sbagliato.
A mio parere la risposta è da entrambi le parti.
È sbagliato perché economicamente parlando nel mercato dei finanziamenti un’operazione del genere sicuramente crea squilibri non indifferenti tra clienti che hanno fatto scelte diverse al momento dell’acquisto e potrebbe spingere ulteriori persone a non preoccuparsi troppo dell’insolvenza dei pagamenti.
È giusto perché eticamente parlando non si possono lasciare migliaia se non milioni di cittadini senza una casa , sull’orlo di un fallimento. La tutela della popolazione da parte di uno stato dev’essere sempre presente. Che volendo ben approfondire l’argomento, possiamo facilmente capire come le conseguenze economiche di un’operazione lassista da parte dello stato porterebbe dei risvolti tragici su tutto il mercato.
L’esempio è quello americano che lasciando fallire parecchie istituti creditizi e non controllando adeguatamente il mercato finanziario ha creato un sistema che al suo fallimento ha generato una crisi che si è estesa anche a livello mondiale.

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