Al centro delle aspettative del sistema bancario e migrant banking, secondo la mappa degli immigrati più bancarizzati d’Italia, gli albanesi preferiscono il Bancomat ( 80%), mentre ghanesi (32%) e filippini (24%) puntano su Carte di Credito prepagate, mentre i componenti della comunità cinese sono al primo posto per il libretto di risparmio (56%) e prestiti personali (40%).
E’ quanto emerso dalla ricerca ABI-Cespi “Banche e nuovi Italiani: i comportamenti finanziari degli immigrati”. Secondo il quale oggi è cresciuta la responsabilità sociale d’impresa, dovendosi le Banche confrontare con le aspettative e i bisogni finanziari anche dei nuovi soggetti immigrati, inseriti nel nostro sistema economco e sociale come un segmento non più trascurabile, domendo identificare sempre più spesso l’esigenza della domanda ed individuare le soluzioni che possano rispondere ai bisogni di tutti.
L’identikit delineato da questa ricerca bancaria, tra la domanda e offerta bancaria degli immigrati indica che circa l’82% di essi percepisce la Banca come luogo di custodia del risparmio e il restante 16% investe e valorizza i risparmi.
Senza trascurare il fatto che otto immigrati su dieci inviano denaro a casa, creando un flusso considerevole secondo l’Ufficio Uic, nel biennio 2004-2006 sono stati inviaqti dall’Italia circa 10,9 miliardi di euro, soprattutto per sostenere spese primarie, sanitarie, educazione, abitazione, progetti imprenditoriali.

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