Qualche giorno fa vi ho riportato alcuni dati riguardanti le anticipazioni di un documento riguardante il forum di discussione creato con argomento: “Banche e nuovi italiani: i comportamenti finanziari degli immigrati”.
In questi ultimi due giorni si è completato l’evento e sono stati pubblicati i dati completi.
Mi ha parecchio incuriosito la tabella riguardante l’utilizzo delle rimesse inviate all’estero dagli immigrati (cliccate sull’immagine per vederla ingrandita):
A mio parere le percentuali possono anche interpretare determinati bisogni che hanno i cittadini della nazione d’emigrazione.
Ad esempio guardando la comunità cinese (di milano), invia rimesse per il 46% destinate al consumo, mentre solo il 5% all’istruzione e la sanità, che penso siano completamente (o quasi) garantite dallo stato.
La Cina inoltre continua con un altro dato anomalo. Le rimesse per idee imprenditoriali. Nonostante sia un paese a regime comunista (ma in via d’industrializzazione e d’espansione), i soldi inviati per investimenti ammontano al 13%. Circa il doppio rispetto agli altri paesi, dove penso incida anche il fatto che essendo poveri non offrano la possibilità o le condizioni di aprire un’azienda. Molto curioso anche il dato riguardo le rimesse per attività sociali.
Le filippine inviano l’8% che è quasi il doppio confronto la comunità rumena o cinese.
Per le abitazioni invece sembra che tutti si distacchino poco dalla media.
Tuttavia il dato riguardante la Cina a mio parere potrebbe essere fuorviante.
Nella legenda viene indicato che quel dato è relativo solamente alla comunità cinese di Milano. Se effettivamente la maggior parte dei cinesi è concentrato in Milano, il dato può essere reale e corretto, altrimenti i confronti eseguiti potrebbero non essere molto rappresentativi.
Interessanti anche questi piccoli riassunti per ogni nazionalità:
Albania
Rispetto a una media pari al 67,11%, oltre l’80% degli albanesi utilizza il bancomat. Il campione, primo
anche per cassetta di sicurezza, titoli e fondi di investimento, si caratterizza per una elevata incidenza di
giovani studenti, categoria particolarmente interessata ad avviare un rapporto con la banca.Bangladesh
Il Bangladesh è una delle comunità più giovani del campione, solo poco meno della metà dei suoi componenti è infatti in Italia da più di cinque anni. Al terzo posto per tasso di imprenditorialità, quasi un bangladese su tre è imprenditore, la comunità mostra una relazione col sistema finanziario da rafforzare.Cina
La comunità cinese si caratterizza per il più alto tasso di incidenza della proprietà abitativa, per il più basso tasso di disoccupazione e per la più elevata incidenza di imprenditorialità. Al primo posto per l’uso di libretti di risparmio e i prestiti personali, percepisce la banca in primo luogo come fornitrice di sicurezza e di credito.Ecuador
Con un alto indice di bancarizzazione – oltre il 70% degli ecuadoregni è titolare di un conto corrente in
Italia -, la comunità ecuadoregna si caratterizza per l’utilizzo di una pluralità di prodotti finanziariamente
più evoluti. Al primo posto per l’online: oltre il 13% utilizza l’home banking.Egitto
Nonostante l’anzianità migratoria (quasi un quinto della comunità rilevata nel campione risiede in Italia da più di 10 anni), può ancora crescere il grado di utilizzo degli strumenti finanziari.Filippine
Basso tasso di bancarizzazione (solo il 49% intervistato possiede un conto corrente), e dinamicità nel
rapporto con le banche. Alle istituzioni finanziarie vengono preferiti ai canali informali classici dei parenti
e dei connazionali per l’accesso al credito. Molto usate le carte revolving.Ghana
Elevata l’incidenza dell’utilizzo di una pluralità di strumenti di monetica e di pagamento e il ricorso al
credito (mutui e prestiti personali). Il Ghana risulta essere tra le prime nazionalità per incidenza dei prestiti in corso, dove le banche costituiscono il canale privilegiato di accesso al credito.Marocco
Il lavoro costituisce il primo canale di bancarizzazione. Il credito è uno strumento finalizzato all’avvio di
un’attività produttiva (un marocchino su tre è imprenditore) e all’integrazione in Italia; svolge inoltre una
funzione assicurativa nei confronti di possibili spese impreviste.Romania
Comunità relativamente giovane per anzianità migratoria, i cui bisogni finanziari sembrano ancora legati
alle esigenze di inserimento nel contesto italiano. La banca viene percepita per lo più come custode del
risparmio e canale di accesso al credito, non ancora come fornitore di servizi e gestore delle proprie risorse.Senegal
Il lavoro è il canale di accesso al sistema bancario. Dinamico il rapporto con la banca. Elevata la
percentuale di coloro che hanno e hanno avuto rapporti con più di una banca (circa un senegalese su 3),
l’alta incidenza dei prestiti in corso per l’acquisto di beni durevoli e per fare fronte alle spese impreviste
Fonte comunicato stampa ABI

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