
In questi giorni la borsa sta crollando e marcando record negativi, mai vista prima.
La crisi è arrivata dagli Stati Uniti e purtroppo ha iniziato a colpire le banche europee.
E proprio ora il cittadino si fa una domanda lecita:” mi posso fidare della mia banca?”, “siamo sicuri che non fallisca?”.
Son entrambi belle domande.
A sentire i politici le nostre banche hanno le spalle coperte, ma se voi sapeste che il sistema sta tracollando che direste? Creereste il panico totale?
Sicuramente tutti noi sappiamo di come le banche italiane siano scrupolose nell’investire il denaro e che raramente perdono denaro.
Chi l’avrebbe mai detto che forse dovremo ringraziare il sistema bancario italiano per la sicurezza bancaria?
Ed invece è proprio così!
Se i fatti si svolgeranno nella maniera più semplice e senza problemi, dobbiamo ringraziare proprio quel sistema che tanto odiamo, che permette alle banche di autogestirsi a volte anche violando le regole e stringendo forte tra le mani il debitore.
Tremonti ha detto che le nostre banche sono sicure:
ROMA (Reuters) – Le banche italiane hanno un sufficiente grado di capitalizzazione e liquidità per cui il governo esclude che vi possano essere fallimenti come è accaduto in altri Paesi europei a causa della crisi finanziaria in corso.
Lo ha ribadito il ministro dell’Economia Giulio Tremonti intervenendo in aula alla Camera.
“Non esiste un problema sui depositi perchè escludiamo il fallimento delle banche”, ha detto Tremonti illustrando le misure del decreto varato ieri per garantire la stabilità del sistema finanziario italiano.
“Il sistema finanziario ha un sufficiente grado di capitalizzazione e liquidità”, ha detto il ministro.
“Abbiamo confermato e confermiamo l’impegno del governo a rispettare il Patto di stabilità e crescita”, ha proseguito il ministro.
Fonte borsaitaliana.reuters
Ma è anche vero che si è iniziato con un provvedimento “straordinario”:
Il sistema bancario italiano copre i fondi fino a 103000 euro in caso di crack, ora si è deciso di incrementare questo scoperto con l’aiuto statale, con molta probabilità per dare fiducia al mercato, sistemi simili sono stati usati da altri paesi stranieri.
Il governo ha precisato che non si tratta di nazionalizzazioni (ed effettivamente ha ragione), ma bensì di un provvedimento ad agevolare il mercato in caso di necessita straordinarie.
È arrivato il momento di testare quale sistema bancario è il migliore al mondo, nel sostenere crisi.
Sarà il nostro?

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I titoli bancari italiani ed europei scendono di prezzo tanto quanto sono saliti per motivi ingiustificati negli anni precedenti:solo un cretino,fatta questa semplice considerazione potrebbe avere fiducia in titoli azionari sia bancari che di altri settori in Italia ed in europa.Se finanzieri ed industriali vogliono attirare i risparmiatori,dopo questa crisi,farebbero bene ad esporre meno prodotti della loro mercanzia ed a essere più chiari,omettendo termini tecnici superflui.
ottobre 12th, 2008 at 03:04