Banconote contraffatte: come riconoscerle

Dallo scorso 4 aprile è entrata in corso la nuova banconota da 50 euro, un taglio fra i più frequenti nella circolazione del nostro denaro contante, e che, da solo, rappresenta circa il 45% delle banconote utilizzate per pagamenti cash. E’ andata ad affiancare le precedenti, relative alla cosiddetta “nuova serie Europa”, dopo il nuovo biglietto da 5 euro (2013), quello da 10 (2014) e il terzo da 20 (2015).

Non l’abbiamo ancora vista diffusamente, almeno in linea di massima, ma ormai a breve entrerà sicuramente in confidenza per le nostre spese e necessità abituali, anche se è forse necessario avere delle indicazioni su come riconoscerla ed essere certi che non sia una banconota falsa, poiché la Banca Centrale Europea (BCE) ha comunicato che nel secondo semestre del 2016 sono state ritirate ben 353.000 banconote, risultate falsificate.

Quando si parla di soldi falsi, siamo soliti pensare, soprattutto, a banconote di grosso taglio, ma in realtà è esattamente l’opposto: le più artefatte sono proprio quelle da 50 euro (42,5%), seguite dai 20 euro (37,8%). Nel secondo semestre dello scorso anno, appunto, rispetto al primo del 2016, la cartamoneta falsa in circolazione è purtroppo aumentata, nonostante sia diminuita rispetto al 2015 (20,7% in meno). Solo nel nostro Paese, nel periodo preso in considerazione per l’analisi, la Banca d’Italia ha ritirato dalla circolazione 74.977 banconote false, con un incremento del 2,8% rispetto al primo semestre del 2016 e una diminuzione del 7,9% rispetto al secondo semestre del 2015.

Sono, questi, dati allarmanti, e che fanno riflettere, anche perché, dobbiamo ricordarlo, spendere una banconota falsa è un illecito, e chi è trovato in possesso di denaro contraffatto o cerchi di spenderlo è passibile di un procedimento penale, visto che tratta di un reato sanzionato dal codice penale e, come tale, va evitato e bisogna cercare di combattere sia la contraffazione che la diffusione di questi “finti” denari.

Ecco allora alcuni i consigli utili della Banca d’Italia per riconoscere le banconote contraffatte.

Innanzi tutto, quando si entra in possesso di una cartamoneta che pensiamo possa essere falsificata bisogna recarsi immediatamente agli sportelli di una banca, o di un ufficio postale o, ancora meglio, di una filiale della Banca d’Italia, per dichiararlo e farla esaminare. 

Se l’impiegato conferma che la banconota è effettivamente falsa, ha il sollecito obbligo di ritirarla dalla circolazione e trasmetterla all’amministrazione centrale della Banca d’Italia centrale, a Roma, dove il Nucleo di Analisi per le banconote sospette di falsità (Nac) la esamina per accertarne, o meno, la contraffazione. L’incaricato dovrà anche redigere un verbale, allegando una copia della banconota che sarà lasciata, a titolo di ricevuta, alla persona che ha presentato l’esposto. 

Se il Nac, esperite le proprie indagini, accerta la legittimità della banconota, l’importo è rimborsato, senza alcuna trattenuta, a mezzo vaglia della Banca d’Italia. In caso contrario, non sarà dovuto niente. Chi ha consegnato la cartamoneta potrà accertarsi dell’andamento dell’analisi chiedendo informazioni sull’esito dell’accertamento Nac tramite le filiali della stessa Banca d’Italia. 

Poiché, come in tutte le cose e situazioni, “prevenire è meglio che curare”, cerchiamo di capire insieme come avere maggiore confidenza con la veridicità delle banconote che ci passano per le mani, considerando anche che, il piano di emissione della seconda serie dell’euro, la “serie Europa”, si avvale dell’innovazione tecnologica e dell’impiego di elementi di sicurezza sempre più efficaci per prevenire le falsificazioni.

Vediamo quindi un breve vademecum che potrà aiutare anche i meno esperti a riconoscere il denaro falso: tornando alla nostra nuova banconota da 50 € possiamo affermare che è nata con un’importante innovazione di sicurezza: la finestra con ritratto integrata nell’ologramma. Infatti, guardandola in controluce, la finestra rivela in trasparenza, su entrambi i lati del biglietto, il ritratto di Europa (figura mitologica): è, questo, il primo e più semplice controllo, vale a dire la verifica della filigrana, che ci dovrà mostrare il ritratto, mentre sul fronte della banconota deve essere bene evidente il numero color smeraldo.

Al tatto, la carta deve darci assicurazione di una notevole consistenza: i biglietti di cartamoneta, infatti, sono fabbricati con una carta speciale, derivata da fibre di puro cotone, che li rendono riconoscibili toccandoli. Inoltre, alcuni elementi del disegno, ottenuti con una speciale tecnica di stampa, sono in leggero rilievo, con maggior spessore. Alla vista la nuova banconota riprende stili, disegni e colori della prima serie, vale a dire effigi ispirate al tema “Epoche e Stili” di colore arancione, come tinta predominante. Ricordiamoci anche di verificare il cosiddetto “filo di sicurezza”: incorporato nella carta di cotone, che appare in controluce come una linea scura, nella quale può essere visualizzata la parola EURO, nonché il n.50 che identifica il valore, impresso in caratteri piccolissimi.

Sul fronte dei rilevatori di banconote false, in ogni caso purtroppo sempre necessari ed utilizzati ancor oggi nel commercio, possiamo con certezza affermare che l’adozione dei più moderni sistemi di sicurezza ha permesso di creare, con le nuove emissioni, biglietti più immediati nella verifica e assolutamente più difficili da falsificare.

Ma come funziona un comune rilevatore di denaro falso? Grazie alla presenza di particolari sensori, queste apparecchiature sono in grado di eseguire dei veri e propri test sulle cartamonete, grazie a luci di vario colore che identificano particolari di stampa, correzioni o cancellature, tutte caratteristiche di inconfutabile contraffazione. Il fascio illuminante, inoltre, permette di visualizzare la presenza degli elementi che abbiamo prima esposto, immediatamente assicurando così la bontà, o meno, della banconota.

La Banca d’Italia, in varie sedi sparse sul territorio nazionale, organizza, specie in concomitanza di nuove emissioni, degli incontri formativi per i molti operatori del contante, al fine di presentare i nuovi tagli, così come analoghe iniziative propedeutiche ed informative sono spesso realizzate per coinvolgere associazioni di categoria, scuole o diversi enti che manifesteranno interesse in tal senso, per una diffusione delle informazioni nella comunità il più possibile capillare.

Altra banconota di uso comune purtroppo spesso oggetto di contraffazioni è quella da € 20, ed è anche facile intuirne il motivo, in considerazione del fatto che ancor più abitualmente possiamo ritrovarci con questi biglietti nei nostri portafogli, essendo forse quello più diffuso per le nostre spese quotidiane.

Insomma, riconoscere una banconota vera rispetto ad una contraffatta può essere più naturale se si seguono alcuni accorgimenti tutto sommato abbastanza semplici da imparare, fermo restando che il fenomeno purtroppo riguarda persino le monete, a tal punto che la Zecca ha ideato alcuni sistemi ad hoc, come la tecnologia bimettalica per le monete da 1 e 2 euro, nonché la stampa sul bordo delle banconote di caratteri in sovraimpressione.

Nonostante oggi esistano diversi apparecchi a scansione ottica in grado di riconoscere le banconote contraffatte e quelle originali, è sempre utile seguire una serie di consigli per riconoscere, anche a occhio nudo, i soldi falsi e, per cercare di limitare al massimo i reati concernenti la contraffazione e la falsificazione di qualsiasi mezzo di pagamento. Nell’Arma dei Carabinieri opera dal 1992, con competenza nazionale, il Comando Carabinieri Antifalsificazione Monetaria (CC AFM), i cui suggerimenti sono fondamentali per individuare agevolmente i principali elementi di sicurezza presenti nelle banconote e monete euro.

E dunque, passiamo in rassegna le caratteristiche principali per riconoscere un biglietto “buono”, partendo dalla base di conoscenza che ci deve portare a sapere che le banconote in euro sono uguali in tutte le Nazioni dell’area Euro e hanno corso legale in tutti gli Stati aderenti all’unione monetaria dal 1° gennaio 2002. Sul fronte (recto) delle banconote sono illustrati finestre e portali che raffigurano lo spirito di apertura e cooperazione che anima l’Europa e le 12 stelle dell’Unione Europea che rappresentano il dinamismo e la cooperazione dell’Europa unita. Sul retro (verso) di ciascun biglietto è raffigurato un ponte ispirato allo stile architettonico di un periodo della storia dell’arte europea diversa per ogni singolo pezzo/valore.

Per capire se siamo di fronte a soldi falsi, buon consiglio è attenersi a quattro regole base: toccare, guardare, muovere, controllare. Dobbiamo prestare estrema attenzione alle dimensioni, alla nitidezza e alla brillantezza dei colori, ed inoltre anche alla perfezione della stampa, che non deve presentare sbavature, e all’effetto di profondità delle immagini. La carta utilizzata per la stampa delle banconote è composta di fibre di puro cotone che, al tatto, mostrano una particolare consistenza e sonorità: non a caso, in gergo, si dice che, stropicciando una banconota vera, si dovrebbe sentirla addirittura “cantare”!

Su ogni biglietto è presente la cosiddetta “grafica calcografica”, un particolare tipo di stampa a rilievo, percepibile semplicemente passando i polpastrelli sui caratteri e per smascherare il falso, può essere sufficiente passare le dita sulla banconota in modo da scoprire se si avvertono elementi di stampa in rilievo. Altro metodo per individuare un biglietto falsificato riguarda l’assenza della filigrana, una tecnica di stampa che consente di vedere, tenendolo in controluce, figure quasi impercettibili. È anche presente il filo di sicurezza, di colore scuro, che attraversa la banconota in verticale.

Inoltre, su ogni biglietto, c’è una striscia cosiddetta “olografica”, muovendo la quale si vede alternativamente il simbolo dell’euro (€) e il valore nominale della banconota. Sulle banconote da 5, 10 e 20 euro, sul retro, è presente una banda iridescente che brilla per effetto della luce ogniqualvolta muoviamo un po’ la banconota nelle nostre mani e su quelle di valore superiore è stato utilizzato un inchiostro otticamente variabile (Optically variable ink). Volendo perfezionare, poi, mediante l’uso di una lente d’ingrandimento, sarà possibile vedere delle sottili iscrizioni (microcaratteri), che devono risultare nitide e non sfocate e che sono presenti sul fronte/retro della cartamoneta.

Sia sulle strisce che sulle placchette olografiche devono essere visibili controluce dei forellini piccolissimi: si tratta di buchini che compongono il simbolo dell’euro e, se la banconota è autentica, tenendola in controluce si potrà vedere chiaramente la cifra completa nonché la striscia iridescente posta verticalmente che, come abbiamo prima accennato, brilla e cambia leggermente colore.

Volendo passare alla verifica della luce ultravioletta, sarà possibile, nei soldi veri, osservare le seguenti caratteristiche:

 

  • mancanza di fluorescenza della carta;
  • presenza di pagliuzze colorate e brillanti, casualmente impastate nella carta e colorate di rosso, blu e verde);
  • particolari reazioni degli inchiostri (cambiamento di colore) utilizzati per riprodurre determinati elementi grafici delle banconote

 

In caso ci fossero ancora dubbi sulla genuinità della banconota, una buona norma è aiutarsi con una lente d’ingrandimento. Passandola sul biglietto, risulteranno così visibili e leggibili delle sottili iscrizioni (microcaratteri), presenti sia sul fronte che sul retro della banconota, che dovranno apparire nitide e non sfocate

Ricapitolando…

 

  • toccare ciò che avvertiamo essere in rilievo: speciali tecniche di stampa conferiscono ai biglietti una particolare consistenza.
  • guardare la banconota in controluce, per verificare la filigrana, il filo di sicurezza e il numero in trasparenza, verificando anche che le tre caratteristiche siano riscontrabili su entrambi i lati dei biglietti autentici.
  • muovere la banconota: sul fronte si può osservare l’immagine cangiante dell’ologramma mentre sul retro, inclinando leggermente il biglietto, è possibile notare la striscia brillante sui tagli di valore più bassi e su quelli elevati il numero di colore cangiante.
  • controllare ogni singolo elemento di quelli elencati, per essere certi di avere fra le mani una banconota vera

 


Torniamo, in conclusione, a parlare dei verificatori automatici, accennati all’inizio del nostro vademecum, poiché, laddove ad occhio nudo (e a “mani nude”) la nostra certezza non fosse completa, oppure in caso di manipolazione di molto denaro contante, vedi cassiere dei supermercati o comunque commessi in un qualsiasi esercizio commerciale, abbiamo a disposizione dei veri e propri aiuti tecnologici, apparentemente semplici macchinette che diventano strumenti importantissimi per la nostra sicurezza a riguardo.

In un mondo in cui la tecnologia è sempre più diffusa, è purtroppo molto facile creare falsi sofisticati, a volte impossibili da rilevare senza strumenti, ma fortunatamente con altrettanta tecnologia lavorano i verificatori (o rilevatori), costruiti per ogni situazione e budget, da lampade UV portatili a dispositivi automatici che utilizzano tecnica di rilevamento “multipunto”. 

Testati e certificati dalla Banca Centrale Europea, hanno una velocità di lettura in pochi secondi e, nelle versioni più aggiornate, garantiscono persino la verifica del colore. Possono funzionare anche con batteria ricaricabile, quindi anche lontani da una presa elettrica, e nel caso di rilevazione di una banconota sospetta, la macchina emette un segnale acustico. 

 

Ora abbiamo tutti gli elementi per riconoscere banconote false nel rispetto di quelle vere, e sono certa che sapremo fare tesoro di questi preziosi consigli!

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