Investire difendendosi dalla crisi: ecco cosa fare

In tempi di crisi come quelli che oramai da anni viviamo, le persone sono sempre più alla ricerca di metodi sicuri per investire i propri risparmi. Dal momento in cui il denaro è in diminuzione, diventa di primaria importanza riuscire ad individuare una soluzione sicura, in grado di garantire affidabilità e serenità al risparmiatore.

Una buona gestione del risparmio personale, poi, può in qualche modo bilanciare le “perdite” derivanti dalla propria esposizione debitoria, tema che affrontiamo ampiamente nel nostro blog. L’osservatorio di Affari Miei rappresenta un valido spazio in cui, quotidianamente, vengono analizzate le migliori soluzioni relative alla finanza personale: oltre alla fase di accumulo, derivante dal lavoro o dallo svolgimento di attività professionali o imprenditoriali, vi è quella del giusto accantonamento.

Così come è difficile fare soldi, infatti, è al tempo stesso molto complicato gestirli nella maniera giusta, sfuggendo alla disinformazione imperante ed alla nota “ignoranza finanziaria” dilagante nella popolazione italiana.

Purtroppo, spesso, la scarsa informazione può spingere verso determinazioni affrettate e poco convenienti che vanificano, in tantissimi casi, il lavoro fatto per accumulare il denaro di cui si dispone. Per tale motivo, prima di intraprendere un determinato percorso, soprattutto quando in ballo c’è il proprio capitale messo da parte con tanti sforzi, è necessario considerare, prestando molta attenzione, le svariate alternative presenti sul mercato. Per evitare di finire in situazioni spiacevoli, rischiando di perdere i propri risparmi, è opportuno non lasciarsi ingannare da pubblicità televisive o quanto altro possa influenzare le nostre scelte in maniera irrimediabile e nociva.
Nel corso dell’articolo odierno, quindi, analizzeremo una delle ipotetiche soluzioni “sicure”, se così si può dire, rappresentata dai BFP di Poste Italiane, spiegando cosa sono e quali pro e contro presentano. Proseguiamo, quindi, cercando di capire di cosa si tratta e come comportarsi di fronte a questa importante alternativa nota a tanti e sovente sottovalutata. Va detto fin dal principio che i buoni non sono sicuramente l’unica strada che i risparmiatori possono perseguire. Certamente, però, essendo molto “famosi”, è giusto che venga fatta una giusta informazione per evitare di andare incontro a delusioni inaspettate.

Cosa sono i BFP?

I buoni fruttiferi postali sono prodotti di investimento finanziario in qualche modo “top” quando si parla di risparmio postale. Essi sono emessi da Cassa Depositi e Prestiti e sono garantiti direttamente dallo Stato italiano; per questi motivi rappresentano, al momento, una dimora sicura dove far risiedere i propri risparmi. I Bfp possono essere cartacei oppure dematerializzati, e sono suddivisi in numerose tipologie. Vantano di numerosi benefici, in grado di infondere sicurezza nell’animo dell’investitore; ne citiamo qualcuno:

  • sono sottoscrivibili a partire da importi minimi ed alla portata di tutti
  • sono di semplice comprensione in quanto non è necessaria una cultura finanziaria elevata
  • non comportano costi di gestione come altri investimenti
  • godono di agevolazioni fiscali con la tassazione al 12,50% anziché al 26%
  • il denaro può essere riscosso in qualsiasi momento si desidera, senza perdere nulla del capitale investito. Al massimo non si ottengono gli interessi
  • non sono soggetti a spese né di emissione né di rimborso.

Però, c’è sempre un però…

Abbiamo visto brevemente quelli che sono i vantaggi derivanti dalla sottoscrizione dei BFP, adesso invece è necessario che vadano tenuti in considerazione però anche i contro, oltre ai pro, che possono in qualche modo disincentivare la decisione del risparmiatore.

Il primo è dato dal basso rendimento, tanto è vero che chi desidera ottenere maggiori interessi sceglie una soluzione differente a quella dei Bfp.
La seconda caratteristica, forse scontata quanto importante, è la scarsa occasione di poter ottenere denaro nell’immediato: il rendimento a breve termine è veramente modesto. Infatti, i buoni postali fruttiferi di Poste Italiane, sono particolarmente consigliabili a coloro che non vogliono correre alcun rischio, in termini di sicurezza, e non richiedono occorrenze molto esigenti dal punto di vista degli interessi.

Vale ancora la pena, quindi, di seguire questa strada?

Volendo concludere possiamo sicuramente affermare che, dato il contesto economico particolare in cui viviamo, è ideale non lasciarsi coinvolgere dalle alterazioni del mercato, le quali possono andare a creare circostanze sgradite. Se non ci si ritiene particolarmente preparati sul tema economico-finanziario, ricorrere a strumenti “sicuri” è decisamente conveniente. L’unica cosa che bisogna accertarsi, però, è quella di valutare i rendimenti netti e compararli con l’inflazione: è pur vero, infatti, che non si prospettano guadagni a doppia cifra ma se ci si deve privare della liquidità per ottenere un ricavo inferiore all’inflazione non solo si fa un “cattivo” affare ma, soprattutto, si erode alla lunga il proprio capitale.

E’ bene, quindi, valutare che gli interessi siano almeno in linea con l’inflazione: questo deve essere l’obiettivo del risparmiatore che vuole in qualche modo tutelarsi. Migliore è la possibilità di andare oltre l’inflazione (informatevi sulle stime ad inizio anno ed osservate il trend degli anni precedenti) e maggiori sono le possibilità di aver fatto una scelta positiva.

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