Difficoltà nell’accesso al credito per le famiglie italiane

La stretta economica che stiamo vivendo “tutti” noi in questo periodo storico, lascia lo spazio alle interpretazioni dei sondaggi veramente catastrofiche, soprattutto se pensiamo alle gravi difficoltà che bisogna superare per poter acquistare una prima casa e per metter su famiglia, o ancor peggio, cercare di mantenere la propria famiglia al riparo dalle conseguenze della crisi economica.
È ormai noto che negli ultimi sei mesi il numero di nuovi mutui accesi per acquistare un’abitazione si è dimezzato. Il crollo rilevato dalla Banca d’Italia è stato del 52%: un dato che indica come la crisi stia azzerando la crescita del credito alle famiglie.

Il fenomeno nella sua imponenza è descritto in pochi numeri: ancora a dicembre del 2011 l’incremento dei prestiti bancari alle famiglie era stato del 3%, ma a giugno di quest’anno si è attestato solo a un misero più 0,1%. In picchiata i mutui per l’abitazione: dal più 2,8% al più 0,8% con l’abisso di quelli nuovi. C’è stato anche un ulteriore seppur lieve aumento dei tassi sulle nuove erogazioni per l’acquisto di immobili, passato dal 4% al 4,3%, e al 5%.
La maggior parte della gente ha dovuto rinunciare al sogno di possedere una casa, soprattutto i giovani e con loro gli immigrati. Nel 2005 oltre il 40% dei mutui era concesso a persone con meno di 35 anni, e circa il 30% dei mutui era concesso a favore di stranieri per la loro integrazione, dati questi che oggi hanno subito un calo di circa la metà in termini percentuali.

Naturalmente, la crisi ha colpito i meno ricchi e i più instabili: nel 2005 la percentuale di mutui superiori ai 150mila euro era poco sotto il 30%; adesso è lievitata a oltre il 45%. Visto che c’è stata, come ha sottolineato la Banca d’Italia, una riduzione della percentuale del valore dell’immobile finanziata dal mutuo vuol dire che le nuove erogazioni sono state date a immobili di maggior valore. Che è come dire: nella recessione solo chi sta meglio ha diritto a comprarsi una casa, gli altri aspettino.

Una situazione questa, che incide pesantemente anche sui costruttori edili, anche loro colpiti dalla stretta delle Banche nel concedere il credito alle famiglie, riducendo le possibilità economiche di chi entra in un cantiere edile e ritorna sconfortato per dire che la banca non ha accordato la richiesta di mutuo.
È anche vero che le Banche devono tutelarsi, ma se ci pensiamo una volta era sufficiente la busta paga di uno dei due componenti della coppia, poi sono diventate necessarie due, e allo stato attuale delle cose, oltre alle due buste paga, la banca spesso richiede la garanzia fideiussoria dei genitori in solido con i mutuatari.

Inoltre, la disincentivazione viene anche dal fatto che le giovani coppie oggi si accollano molte spese, a partire dall’Iva al costruttore, la parcella notarile, le visure ipotecarie ventennali, l’assicurazione per la casa e le spese per il mutuo, oltre a tasse e oneri di varia natura, e per ultimo l’IMU.

Quindi, la contrazione del credito alle famiglie, ha bloccato quel flusso di spesa che alimentava i nostri mercati e il nostro sistema economico, gestito soprattutto dal piccolo consumatore e risparmiatore, che ha sempre sentito come primaria necessità l’esigenza di crearsi una famiglia, realizzare le proprie ambizioni lavorative e avere un tetto sopra la testa per i propri figli.

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