Tasse e assicurazioni RC per le barche: i nuovi provvedimenti del Governo Monti

Il Governo Monti ha introdotto numerose e interessanti novità anche nel settore delle assicurazioni auto e in generale nella copertura assicurativa contro danni da responsabilità civile, che interessano anche altre tipologie di veicoli a motore, come i motocicli e addirittura le barche.

Con il Decreto liberalizzazioni si sono affacciate ad esempio nuove possibilità per gli automobilisti, come quella di installare una scatola nera all’interno della propria autovettura, nel duplice obiettivo di arginare il dilagante fenomeno delle frodi nel settore RC auto – auspicando così anche un futuro abbassamento delle tariffe – ma poter scegliere la migliore proposta di polizza tra tre preventivi proposti dalla stessa compagnia di assicurazioni, sebbene al momento quest’idea resta tale in attesa di una migliore messa a punto.

Per il mondo delle imbarcazioni, invece, gli elementi di maggior novità rispetto al passato sono quelli che riguardano la sfera dell’imposizione fiscale, ovvero delle tassazioni. I nuovi provvedimenti che toccano da vicino i possessori di imbarcazioni sono diversi e riguardano sia il possesso della barca stessa che alcuni servizi “accessori”, ma comunque di primaria importanza per chi ama solcare le acque, come il posto barca.

Se dotate di motore, anche le barche possono circolare solo se in possesso di una regolare polizza che ne certifichi la copertura per eventuali danni da responsabilità civile arrecati a terzi nell’ambito della navigazione o durante le operazioni di ormeggio in porti e piccoli approdi. Come già per le moto, è possibile sottoscrivere speciali polizze temporanee o sospendibili per chi usa la propria barca solo per brevi periodi nell’arco di un anno.

Una seconda importante novità apportata dal Governo Monti nel mondo della nautica da diporto riguarda di fatto la proprietà dello spazio in cui “parcheggiare” l’imbarcazione stessa, ovvero il posto barca, la cui tassazione ha fatto preoccupare ulteriormente un settore diportistico italiano già piuttosto in stagnazione sia per il blocco del settore nazionale che per un’agguerrita concorrenza degli approdi stranieri affacciati su Adriatico e Mediterraneo.
Nello specifico, secondo le nuove direttive del Governo il posto barca rientra tra i beni tassati con il superbollo 2012, che l’esecutivo ha adottato nell’ambito delle misure anticrisi con l’obiettivo di reperire fondi attraverso la tassazione dei cosiddetti beni di lusso tra i quali, appunto, le barche. In questo senso, le imbarcazioni sono state equiparate – con il D. L. 201/11 – alle auto di grossa cilindrata e ai velivoli privati.

A decorrere dal 1° maggio 2012, i possessori di posto barca dovranno sostenere una tassazione calcolata in 5 euro giornalieri per imbarcazioni dai 10,1 ai 12 metri (nulla per quelle di lunghezza minore) fino ad arrivare a 703 euro per i possessori di barche oltre i 64 metri di lunghezza. Sono inoltre previste verifiche sul pagamento del superbollo attraverso controlli incrociati con il rifornimento di carburante a uso agevolato.

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