Ancora lamentele dei clienti bancari sui mutui


Repubblica ha riportato alcune lamentele dei clienti bancari riguardanti la nuova normativa per l’agevolazione sui mutui bancari.
Sembra infatti che nonostante le multe e la linea dura del governo la situazione non sia cambiata di molto.
Ne riporto alcune che mi hanno più colpito:

“Abbiamo dovuto prendere un avvocato”
Come Stefano, anche Mariangela Grosso, di Cumiana (Torino) si è rivolta all’Adusbef per essere tutelata, ma non è bastato: “Ho dovuto prendere un avvocato altrimenti la pratica sarebbe rimasta ferma. Avevo un mutuo ormai diventato troppo oneroso con la Banca per la Casa, del Gruppo Unicredit. Ho chiesto la surroga con la Banca del Piemonte, ma Banca per la Casa ha fatto sapere anche al notaio di non avere alcuna intenzione di consegnare il documento dell’atto esecutivo e del duplo. Dopo cinque mesi, e grazie a un avvocato al quale nel frattempo mi ero rivolta, ho fatto la surroga. Nonostante ciò, il 29 aprile di quest’anno Banca per la Casa ha comunque prelevato la rata del mutuo, non più dovuta a loro, dal mio conto. Ne ho chiesto la restituzione, e solo dopo molte pressioni sono riuscita a ottenerla dopo ben 44 giorni”.

“Siamo gente che lavora, abbiamo lasciato perdere”
“Ci hanno chiesto 3.000 euro per il trasferimento del mutuo, eppure non avremmo dovuto spendere nulla. Però abbiamo lasciato perdere, perché siamo gente che lavora tutto il giorno e non ci andava di prendere un avvocato”. Stefano Mandre, di Pomezia, associato Adusbef, spiega così la resa di fronte all’ostruzionismo della propria banca, che si è rifiutata di applicare le norme sulla surroga, chiedendogli persino 500 euro per la cancellazione della vecchia ipoteca. Quest’ultima somma, però, Stefano non ha voluto pagarla: “Mi hanno detto che l’estinzione dell’ipoteca spettava a me, ma io non ho voluto pagare. Certo, spero che la banca non faccia storie”

C’è chi rinegozierebbe, ma la banca nicchia
Tuttavia c’è chi è convinto che la rinegoziazione potrebbe convenirgli, ma la banca non gliela propone. Alessandro De Marchi, esperto informatico, scrive sul suo blog: “Quattro anni fa ho stipulato un mutuo a tasso variabile con la mia banca ed ora mi ritrovo, come molte persone in Italia, con una rata cresciuta a dismisura”. Dato l’aumento dei tassi, la rata di Alessandro è cresciuta dagli iniziali 262 agli attuali 350. E dunque si è rivolto alla banca per rinegoziare, ma è stato scoraggiato. “Se io rinegoziassi a tasso fisso senza variare alcunchè delle altre voci – conclude Alessandro – andrei a pagare una rata di 323 euro e a fine ammortamento avrei restituito ben 5.000 euro in meno alla mia banca di interessi. Ecco perché, da ottimi professionisti, ci sconsigliano di rinegoziare”.

Le segnalazioni degli utenti: proposte ‘cappio’
“Debito attuale – spiega Manlio Fortini in una lettera a Repubblica – euro 225.000 (rata 1500 euro) con 27 anni ancora da pagare su un mutuo variabile trentennale; mi propongono una rata di 1280 euro, inferiore di circa 220 euro, ma con la sorpresina finale di avere tra 27 anni un debito rimanente sul conto accessorio su cui vanno a confluire i “finti risparmi” ancora di euro 165.000, con ulteriore durata di 197 mesi (16 anni e 5 mesi), sempre che non aumentino i tassi”.

E allora diciamolo: le banche in Italia ( e chissà nel mondo) “la fanno da padrone”.
Se non sono bastate le multe, gli accordi col governo, l’adusbef e tutte le associazioni consumatori, c’è poco da fare.
Per le banca l’opzione è molto semplice.
Hai iniziato un mutuo? Hai iniziato con un tasso variabile? Ed ora paga!

Non vogliono sentire molte ragioni.
D’altra parte il sistema mutuo è piuttosto semplice da capire.
Euribor + spread portano al tasso che poi dobbiamo pagare e per cui c’è poco da variare da una banca all’altra.
Sicuramente si potrà risparmiare qualche migliaio di euro (starete pensando: “buttalo via!”), ma se lo rapportiamo alla quantità di denaro che abbiamo richiesto capiamo che alla fine i vantaggi, se ci sono, sono pochi.

Ed allora che fare?
Io direi combattere! Non tutti possono, ma con avvocati, segnalazioni, le associazioni, se non riescono a vincerla sulle banche almeno limitano la forza degli istituti creditizi.
Ricordiamo infatti che le banche non sono istituti di benevolenza, ma bensì imprese, aziende che lavorano col denaro e per cui hanno bisogno di utile altrimenti falliscono.
E tutti sappiamo che quando c’è crisi e si rischia di fallire, nessuno vuole finire sotto un ponte.
Diventa così una lotta alla sopravvivenza.

Spero che in futuro qualche istituto si muova veramente in direzione dei cittadini, prestando veramente denaro a quote più basse di quelle bancarie, cercando non solo di creare utile, ma di aiutare persone in difficoltà e che vogliono crearsi una famiglia per migliorare la società.

2 Commenti to “Ancora lamentele dei clienti bancari sui mutui”

  1. 1
    economyonline Says:

    Purtroppo non credo sarà facile… le banche continuano imperterrite a fare ciò che vogliono!
    Ciao

  2. 2
    cosimo Says:

    Ho cercato di aprire un mutuo , tramite mutui on line, con CARIPARMA ag. DI VIA FARINI – MILANO- e dopo 4 mesi di attesa non ha rispettato le condizioni pattuite. Sono riusciuto ad avere il mutuo con CHEBANCA che e’ stata velocissima- Nello stesso tempo mio figlio chiede una surroga sempre con CARIPARMA AG. FARINI MILANO e non rispetta le condizioni e dopo 4 mesi ha dovuto iniziare anche lui la procedura,tramite tele mutuo, con una altra banca ( UBI BANCA) – Ho avuto una grande perdita di tempo ed anche un danno economico

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