Dopo l’idea del rating per valutare l’impresa, ora parte un progetto per migliorare la comunicazione banca-impresa. L’ABI ha pubblicato un comunicato stampa in cui annuncia l’inizio di un nuovo strumento per disegnare l’identikit dell’impresa, attraverso un’autodiagnosi dell’azienda.
L’idea è quella di instaurare un rapporto banca-impresa fondato “…sullo scambio di informazioni e sul “fare sistema” dal basso: mettere in rete le informazioni significa lavorare insieme su un progetto comune.”
Dai comunicati stampa che vengono pubblicati, mi sembra che l’istuto bancario voglia cambiare posizione rispetto l’impresa. Vuole capire l’azienda dall’interno per tracciarne un identikit e quindi capire se e quando può fidarsi.
Penso che l’idea finale della banca sia quella di amalgamarsi nella vita lavorativa dell’impresa. Non rimanere distaccata e nemica del mondo lavorativo, ma un istituto più conosciuto e meno severo.
Tuttavia dubito che questa fiducia arrivi. Difficilmente le imprese lasceranno un canale di comunicazione aperto o collaboreranno “amichevolmente” con la banca. Molte aziende potrebbero sentirsi violate “nella privacy”.
Come giustamente dice il comunicato stampa l’impegno per raggiungere questo obiettivo di fiducia bilaterale ci dev’essere un impegno reciproco: l’impresa deve fornire il materiale informativo e collaborare con la banca e quest’ultima deve valorizzare maggiormente i dati forniti.
Ardua impresa!

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