Oltre al prestito vitalizio ipotecario (di cui vi ho parlato qui), sempre al target dei pensionati è destinata un’altra possibilità di prestito personale: la cessione del quinto della pensione.

L’interessato chiede il prestito alla banca o alla finanziaria e l’Inps paga le rate trattenendole dalla pensione, ma solo dopo aver verificato alcune condizioni a tutela del pensionato.

Ad esempio, la rata deve essere “a misura di pensione”: l’importo cedibile è calcolato, al netto delle tasse, in modo da non intaccare l’importo della pensione minima (436,14 euro nel 2007).

Per ridurre al minimo il rischio di adesione a proposte di prestitovessatorie“, offerte da soggetti che non presentano i requisiti di affidabilità previsti dalla legge, prima di autorizzare la cessione del quinto l’Inps verificherà quattro condizioni:

  • che la banca o la finanziaria abbiano i requisiti previsti dalla legge per questo tipo di contratto
  • che la rata prevista sia inferiore o pari al quinto dell’importo della pensione
  • che il tasso effettivo globale (Taeg) applicato sul prestito sia inferiore alla “soglia anti-usura”
  • che nel contratto siano indicate tutte le spese (istruttoria, estinzione anticipata, premio assicurativo per premorienza, tasso di interesse e Teg complessivo).

Se questo prestito è da considerarsi meno azzardato del prestito vitalizio ipotecario, c’è anche da riflettere sugli interessi applicati, di gran lunga superiori al tasso medio di mercato (16,48%) e solo di poco inferiori al cosiddetto livello di “usura” (24,73%).

A causa delle sempre crescente richiesta di denario da parte dei pensionati, questa formula di prestito personale si sta affermando con numeri di sicuro interesse: in soli sette mesi (febbraio-settembre 2007) oltre 50mila famiglie vi hanno fatto ricorso.

A confermarlo anche gli ultimi dati Istat: oltre il 32% delle persone che hanno superato i 65 anni di età arriva con grande difficoltà a fine mese e il 27,4% delle coppie senza figli non si trova nelle condizioni economiche di far fronte a una spesa imprevista di 600 euro.

Tra le regioni italiane, dove questa soluzione di prestito è più diffusa, troviamo in testa il Piemonte con 7.300 prestiti concessi, seguono la Lombardia con 6.634, e il Lazio con 5.983.

Fonte: BusinessOnline.it