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L’Euribor nel mese di Giugno è salito ed ha raggiunto un altro picco: il 5,85%.
Confronto al 2002 però la differenza tra tasso reale e tasso nominale è minore, ovvero la differenza tra il tasso Euribor e il tasso inflazionistico è di due punti percentuali, mentre 6 anni fa era di 3 punti.
Tuttavia la rata del mutuo aumenta e c’è poco da fare, lo stipendio mensile non basta più.
Ecco allora che le tendenze nella scelta dei mutui variano.
Mentre in passato si optava per un tasso variabile nel 70 % nei casi, ora il 63% delle volte le famiglie italiane scelgono un mutuo a tasso fisso.
Insomma la lezione che ha impartito l’ Euribor sembra esser stata dura a tal punto da far cambiare la tendenza dei cittadini.
Ogni paese europeo ha comunque le sue abitudini.
Secondo i dati dell’Abi, resta più elevato il ricorso al tasso fisso in Paesi europei come la Germania, l’Olanda e Belgio. Il variabile prevale invece in Spagna, Portogallo e Irlanda.
Proprio per ridurre il peso del mutuo, questa estate dovreste ricevere una lettera che vi propone alcune offerte alternative di mutuo, attraverso la rinegoziazione o il provvedimento del governo per far calare la rata del mutuo al 2006.
Vedremo se questi provvedimenti allenteranno la morsa dell’Euribor.
Fonte ilgiornale
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