Sembra una favola, ma è realizzabile.

Partiamo dagli inizi:
Nel 2006 la crisi finanziaria è iniziata, per poi inciampare sui mutui subprime negli USA.
In pochi mesi la fiducia sui mercati è venuta a mancare e l’Euribor ne ha risentito notevolmente.
Da quell’anno in poi le rate dei mutui a tasso variabile hanno iniziato a galoppare fino ai valori di oggi.
Ieri l’idea di un nuovo provvedimento:

La rata del mutuo ritornerà al valore medio che possedeva nel 2006.
Naturalmente il mutuo dovrà essere rinegoziato, ( tenendo in considerazione gli obblighi di legge) con la banca cui fate riferimento.
Realizzata la modifica continuerete a pagare quel valore rinegoziato per i vostri prossimi anni, fino all’estinzione del mutuo come da accordi.
Alla fine la banca comunicherà al cliente se vi saranno ancora interessi da pagare oppure se sarà la banca a rimborsare l’eventuale esborso eccessivo riferito al tasso.
Ad esempio:

  • Ho un mutuo di 100 mila euro per 10 anni mensili.
  • Nel 2006 la mia rata era 400 Euro.
  • Nel 2008 la mia rata è di 800 Euro.
  • Parte il provvedimento.

  • Dal 2009 la mia rata sarà 400 Euro a prescindere dall’andamento dei tassi.
  • Arriviamo al 2016: se i tassi sono aumentati avrò maturato un debito verso la banca che dovrò pagare prorogando la durata, se al contrario saranno calati avrò maturato un credito che verrà rimborsato.
  • L’idea di fondo è quella di permettere che la rata del mutuo incida di meno sullo stipendio del cittadino, evitando il rischio di insolvenza ed in seguito il pignoramento della casa.
    Il provvedimento non è ancora stato varato.
    Per questo motivo può subire variazioni e non sono stati ancora definiti i dettagli.

    Fonte Corriere.it