L’ABI ha pubblicato con soddisfazione i dati del provvedimento che prevedeva la sospensione dei debiti delle PMI.
Secondo quanto dichiarato l’iniziativa “Avviso comune” è stata un successo. Le imprese hanno effettuato le richieste per risollevarsi da un momento di crisi e le banche hanno aderito (oltre il 98%) ed accolto le domande.
Il risultato è stato una disponibilità di liquidità maggiore pari a 7 miliardi di euro in Dicembre, che era a 5 miliardi a Novembre.
Per chi non avesse capito il perché dell’aumento si può spiegare che le imprese chiedendo la sospensione non hanno dovuto pagare la quota capitale di debito e quindi il denaro rimane nelle casse delle aziende. Più che aumento di disponibilità io parlerei di una tregue in cui le varie unità cercheranno di recuperare il denaro perso con la crisi, magari investendo quelle somme dovute agli istituti in attività varie oppure potranno evitare il tracollo totale e riprendersi lentamente.
I dati ufficiali del monitoraggio segnalano che al 31 dicembre 2009 sono state 117.000 le domande delle imprese, per un controvalore complessivo di finanziamenti in essere di 37,3 miliardi di euro. Nella seconda rilevazione, a novembre 2009 le domande erano state circa 84.000, per un controvalore complessivo di finanziamenti di 27,5 miliardi di euro. Il sistema bancario ha analizzato 109.000 domande (35,3 miliardi di euro) con i seguenti risultati: è stato già accolto l’80% delle domande (82.800 pari a 27,2 miliardi), ancora in corso di esame 19.300 unità (6,5 miliardi), mentre solo poco più dell’1% non è stato accolto (2.200 per 500 milioni di valore).

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