Forse non tutti lo sanno, ma prestare del denaro ad un amico non era proprio cosa lecita. La giustizia italiana ancora non si era espressa in merito, ma si rischiava di cadere nell’esercizio abusivo di credito.
Aiutare un amico richiedendo degli interessi poteva essere considerato un grave reato, le cui conseguenze avrebbero fatto cambiare l’ idea altruistica del creditore.
Finalmente invece la cassazione si è espressa in merito ed ha dichiarato che non è da considerare come “attività finanziaria”, visto che l’offerta non è rivolta al pubblico e non è un’attività continuativa, ma occasionale.
Insomma la disciplina è molto simile a quella dell’impresa dove l’art. 2082 del codice civile sancisce che si può ritenere imprenditore:
E’ imprenditore chi esercita professionalmente un’attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi.
Fonte studiocataldi.it
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