Quello di cui stiamo parlando è la truffa dei Mutui Gonfiati, prestiti per l’acquisto di prime case, accesi sulla base di perizie di comodo, false buste paghe e prestanome.
E’ quanto rilevato, secondo il giornale “Il secolo XIX”, da una denuncia partita da Istituto di Brescia e che si estende a macchia d’olio, e che vede indagati intermediari nel settore immobiliare e professionisti ben introdotti nel sistema creditizio. In particolare la procura di Genova, indaga su questa questione che vede in ballo una cinquantina di compravendite finite sotto inchiesta e un centinaio di milioni di euro di perdite stimate da almeno tre banche.
Il tutto si spiega in una movimentazione che vedeva mutui e prestiti ipotecari per l’acquisto di immobili e auto di lusso, senza saltare alcun passaggio. Ottenuti i finanziamenti, il denaro confluiva banca. Dopo un paio di mesi i prestanome che avevano sottoscritto i contratti, presentavano document e buste paga contraffatte, non pagando le rate dei mutui, e quando le banche avviavano le procedure per avvalersi sulle ipoteche scoprivano che il valore degli immobili non corrispondeva a quello dichiarato nelle perizie. Che risultavano gonfiate!
Insomma alla fine, i truffaldini si dividevano il plus valore scaturito tra il finanziamento richiesto e il prezzo di acuisto dell’immobile naturalmente inferiore.
Una inchiesta, ancora da valutare, e soprattutto è necessario capire la responsabilità, del singolo passaggio a partire dai professionisti, e concludendo con le banche stesse.
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