Un sondaggio della Demos&Pi commissionato da Banca Etica rileva che il 92% della clientela vuole una banca trasparente nei settore che investe.
L’81,2% ritiene importante che la propria banca investi in settori utili alla società o all’ambiente ed il 73% ritiene FONDAMENTALE o IMPORTANTE che la propria banca non investa in armi.
La statistica rileva una certa sensibilità della clientela bancaria, ma anche alcuni aspetti importanti delle banche. Se un istituto di credito dovesse investire in progetti di guerra sicuramente l’opinione pubblica non sarebbe delle migliori e così come per il mercato delle auto (dove l’impatto ambientale è diventata una caratteristica importante), anche in quello creditizio può essere fondamentale per influenzare alcune scelte.
Tuttavia bisogna osservare i due lati della medaglia. Se una banca investe nelle armi, non necessariamente dev’essere un “terribile e oscuro” progetto di distruzione, ma forse di difesa nazionale, di cui tutti noi abbiamo bisogno. Insomma il popolo non sempre può giudicare correttamente le operazioni effettuate.
Penso che il punto fondamentale richiesto dai cittadini, a prescindere dal settore d’investimento, sia l’etica nelle operazioni svolte. È importante che una banca non agisca senza scrupoli e che sappia capire il limite su cui si possa guadagnare. Questo deve valere sia quando investono nelle imprese che su clienti privati. L’esempio più estremo di come un sistema finanziario senza etica crolla, è quello americano che ha generato la crisi. La concessione di mutui subprime ha creato povertà all’intera globalità mondiale.
La crisi da cui stiamo uscendo spero non venga dimenticata immediatamente e permetta alla finanza di assumere un’anima morale che erroneamente in questi anni rispondeva solamente al dio denaro.
Fonte Comunicato stampa
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