L’indagine si intitola “Voglia di etica – Cittadini, banche e finanza in tempi di incertezza” ed è stata commissionata da Banca Etica. Mira a capire quanto spazio possa ancora esserci in Italia per “istituti di credito che sappiano garantire attenzione non solo ai profitti ma anche alla sostenibilità socio-ambientale dell’operato loro e delle imprese che finanziano”.
Un desiderio che emerge prepotente, rilevano gli autori della ricerca, condotta da Fabio Bordignon, Luigi Ceccarini e Martina Di Pierdomenico, con la supervisione scientifica di Ilvo Diamanti. “C’è una diffusa voglia di etica nella finanza e nell’economia e non si tratta di generico buonismo, è qualcosa di molto concreto, che parte dalla richiesta di trasparenza – sottolinea Ceccarini – la trasparenza viene prima persino del rispetto del cliente”.
Accanto a una forte richiesta di correttezza nei rapporti con le banche, c’è però una maggiore attenzione al sociale, che per ora però si traduce in scelte di investimento solo per una fascia particolare della popolazione: i giovani dai 15 ai 29 anni e chi ha conseguito un titolo di studio elevato. Mentre in generale prevale la sensazione che investire in un’impresa sociale, in una banca o in una finanziaria che si dicano ‘etiche’ sia un po’ più rischioso che investire nelle imprese tradizionali (39%).
Solo il 13% degli intervistati dichiara di avere attualmente investito dei risparmi in banche che si impegnano in progetti sociali, ambientali o a favore dei Paesi poveri.
Certo, la maggior parte degli italiani, travolti dalla crisi e da un impoverimento che va avanti da anni, sono prudenti e tradizionalisti negli investimenti: il 56,1% ritiene che l’acquisto di immobili sia l’investimento più conveniente e per il 45,9% è anche quello più sicuro. Incredibilmente, il 12,5% punta sui Bot come investimento più sicuro, e per l’8,1% si tratta anche del più conveniente (nonostante i rendimenti siano ormai in qualche caso persino negativi). Molto gettonati anche i prodotti di Poste Italiane (al secondo posto per convenienza), quelli assicurativi e pensionistici e i fondi comuni d’investimento.
Da ultima viene la Borsa: gli italiani non si fidano degli intermediari finanziari e non credono che in futuro le cose andranno meglio. Solo il 26,5% si dice convinto che il superamento della grave crisi economica e finanziaria in corso porterà a una finanza “più giusta e rispettosa dei bisogni dei risparmiatori e degli investitori”.
“I risultati di questa ricerca – rileva il presidente di Banca Etica, Fabio Salviato – ci incoraggiano a impegnarci ancora di più per rendere gli strumenti di finanza etica più facilmente accessibili a un numero sempre maggiore di cittadini. Un obiettivo che intendiamo perseguire non solo attraverso la crescita della nostra Banca Etica ma anche potenziando l’azione di contagio verso l’intero sistema finanziario e la nostra opera di sensibilizzazione nel segno dell’uso responsabile del denaro”.
Mutui a tassi ridotti da 40 banche, anche per sostituzione. Richiedi ora il preventivo gratuito!