Eurolandia la Ripresa è Lenta

Il bollettino mensile della Bce, ha trasmesso secondo un’attenta analisi dell’Istituto Istat le stime sul Pil italiano nel secondo trimestre, affermando che quest’anno rispetto al secondo trimestre dell’anno 2008, si è avuto un decremento del 6% mentre su base congiunturale ossia pari ad un calo dello 0,5%. Se nei prossimi trimestri il Pil non dovesse avere alcuna variazione congiunturale, il calo acquisito per il 2009 sarebbe pari al -5,1%.

Lo stesso Bollettino, scrive che pur essendoci “crescenti segnali di stabilizzazione dell’attività economica” restano “notevoli incertezze”. Quindi necessita cautela. “Nel complesso ci si attende che la ripresa risulti piuttosto discontinua, data la natura temporanea di alcuni dei fattori che la sostengono e la correzione dei bilanci in atto nei settori finanziario e non finanziario dell’economia, sia all’interno che all’esterno dell’area dell’euro” spiega la Bce. Con l’apposita richiesta ai governi di predisporre “strategie di uscita dalle misure di stimolo e strategie di risanamento ambiziose e realistiche”.

Afferma che già dai prossimi mesi l’inflazione europea si dovrebbe riportare su valori moderatamente positivi. Anche per quanto riguarda l’occupazione. ci si può attendere per i prossimi mesi una serie di moderati incrementi del tasso di disoccupazione. Che a luglio ha raggiunto il 9,5%. La Bce nota come la disoccupazione abbia continuato “ad essere in forte aumento” in alcuni paesi, “specie in Spagna e Francia”. Soprattutto a risentirne sono stati i lavoratori maschi, di età compresa fra i 15 e i 24 anni e quelli con contratto a tempo determinato.

Comunque l’allarme dei conti pubblici in rosso permane, e le garanzie statali alle aziende rappresentano una “grave minaccia” per la sostenibilità dei conti pubblici di Eurolandia. La Bce ravvisa l’urgenza delle misure di risanamento.

Per la Bce i tassi di interesse permangono “adeguati”, e grazie all’insieme delle misure adottate, la politica monetaria fornisce un continuo sostegno alle famiglie e alle imprese. Per quanto riguarda le banche, si legge nel bollettino, “dovrebbero sfruttare fino in fondo le risorse pubbliche messe a disposizione dai governi europei”.

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