Leggevo un’ansa di pochi giorni fa:
(ANSA) – MILANO, 14 AGO -Le carte di credito dormienti, quelle emesse ma mai attivate,erano in Italia 21,5 mln nel 2008: piu’ della meta’ di quelle circolanti (57%). Lo sostiene una ricerca di Cpp Italia, la filiale italiana della multinazionale inglese specializzata in protezione di carte di pagamento, che rivela questa proliferazione selvaggia con un costo, per il sistema bancario, compreso tra i 140 e i 250 milioni
I numeri sono impressionanti: oltre la metà di quelle in circolazione sono inutili ed ha un costo spropositato.
Per chi non sapesse cosa sono le carte dormienti, sono quelle carte di credito che nonostante siano attive, l’utente possessore non osa farle passare in un POS
.
Scherzi a parte, rimangono nel comodino o portafoglio fino alla data della scadenza e col credito presente.
Come mai?
Adusbef e Federconsumatori pongono un problema di sfiducia verso le banche ed il sistema creditizio. Ed effettivamente spesso non sappiamo nemmeno le condizioni economiche proposte per ottenere quel credito, ma preferiamo lasciar perdere direttamente, quasi già sapessimo sia poco conveniente.
A mio parere è un buon segno. Così come le banche prima di concedere del denaro vogliono molte garanzie, io per utilizzarlo voglio conoscere i dettagli della restituzione, essere sicuro di non incappare in fastidi burocratici ed inoltre preferisco risparmiare per poi acquistare.
La carta di credito permette l’acquisto rapido, ma ad un prezzo: gli interessi.
Quest’ultimi “alla cassa del supermercato” (giustamente) non si fanno notare, ma al pagamento dopo il periodo stabilito possono essere salati.
Queste carte allora arrivano nelle case degli italiani e rimangono lì, ferme, a volte utilizzate come segnalibro o ad altri scopi.
Ed allora perché gli istituti di credito insistono?
Mi sono fatto la mia idea. Marketing. Il costo di una tessera magnetica non è molto alto e se il cliente dovesse utilizzarla, il prezzo è subito recuperato. Inoltre queste carte sono sempre più belle, scintillanti e con il brand ben in evidenza.
È una sorta di pubblicità che senza che ci accorgiamo entra nella nostra testa. In quanti conosciamo Findomestic?Agos?American Express …ma le avete mai usate?Come le conoscete?
Ecco è tutto merito della pubblicità. Anche il solo fatto di tenere in mano la tessera, permette al nostro cervello di memorizzare dei dati che faranno riconoscere il brand tra mille…
La mia opinione è che il dato indicato dall’ansa è particolarmente positivo, significa che l’italiano medio legge i brand, li conosce, ma poi valuta con la propria tasca cosa conviene fare e forse preferisce risparmiare e poi acquistare piuttosto che viceversa.
Fonte corrieredellasera,ansa
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