Il duro giudizio della Consob

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“Senza trasparenza non c’è fiducia e senza fiducia non c’è stabilità”.

«Le prospettive restano oggi caratterizzate da profonda incertezza. I soggetti più deboli, sia nel mondo delle imprese che tra gli investitori, sono esposti a rischi maggiori. Solo le imprese di più grande dimensioni riescono a reperire sul mercato capitale proprio e a collocare prestiti obbligazionari senza gravi difficoltá nè a costi da considerare eccessivi».

Con l’amaro in bocca parla il presidente della Consob Cardia.

«Le nuove regole globali di cui si discute dovrebbero infatti applicarsi a tutti gli operatori attivi sui mercati finanziari, consentendo di superare i problemi creati dallo sviluppo di “sistemi bancari-ombra” e da una crescita incontrollata delle transazioni fuori mercato»

«Lo scorso giugno -ha spiegato Cardia- sono stati così avviati accertamenti ispettivi nei confronti di cinque grandi gruppi, finalizzata alla verifica delle concrete modalità di attuazione dei principi di correttezza comportamentale». Il presidente della Consob ha sottolineato che «gli intermediari devono dimostrare rinnovate capacità di calibrare le politiche commerciali sulle esigenze della clientela, di definire meccanismi neutrali di incentivazione del personale a contatto con il pubblico e di valorizzare la consulenza come servizio strategico e di alto contenuto professionale».

Il presidente della Consob non sembra molto soddisfatto di come il sistema bancario stia andando.
A livello comportamentale gli istituti di credito non sono molto corretti e devono inserire nuovi meccanismi per migliorare i rapporti non solo con la clientela, ma anche col personale.
Si stanno poi formando mercati esterni (sistemi ombra), fuori mercato che possono portare a manovre scorrette.
Cardia disegna un sistema poco certo e nemmeno trasparente, che può portare ad ulteriori crisi, come negli anni passati.
Lo svolgimento di operazioni in maniera palese alle autorità di controllo, permetterebbero una migliore gestione della finanza ed un minor rischio a cadere nei vortici delle perdite.
Cardia ha ragione, ma le banche non credo la pensino nello stesso modo.

Fonte il messaggero



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