
In questi giorni si è sentito parecchio parlare di una argomento che prima della crisi non suonava molto bene: Etica e Finanza.
Ieri Draghi ha commentato l’enciclica del Santo Padre riguardo etica ed economia:
Il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, ha scritto un articolo sull’Osservatore Romano, il giornale del Vaticano, riprendendo l’intervento del Papa relativo all’etica nell’economia nella terza enciclica: “per riprendere la via dello sviluppo occorre creare le condizioni affinché le aspettative generali, quelle che Keynes chiamava di lungo periodo, tornino favorevoli. È necessario ricostituire la fiducia delle imprese, delle famiglie, dei cittadini, delle persone nella capacità di crescita stabile delle economie”.
Dopo il crack finanziario di banche ed istituti di credito in tutto il mondo probabilmente si è capito che, oltre alle regole normative per poter far girare l’economia e stare tutti meglio, ci vuole un pizzico di etica. Finalmente!
Le leggi scritte potranno sempre essere aggirate, mentre le leggi morali ,per quanto non valide legalmente, ci permettono di garantire il benessere sociale.
È più importante essere una nazione ricca o felice?
La domanda in passato se la sono posti parecchi economisti ed alla fine ricalca sempre la solita: i soldi fanno la felicità?
Ma come diceva Totò: i soldi non fanno la felicità, figuriamoci la miseria.
Ecco allora che la finanza deve capire che il denaro è legato al benessere della società e degli individui che la compongono.
Denaro e morale vanno di pari passo.
Il valore della moneta è strumento per migliorare la felicità di una nazione e non esclusivamente il proprio interesse.
L’egoismo sfrenato non può portare altro che profonde crisi e malcontento comune.
Ora che si iniziano ad affermare le prime parole riguardo questo tema, quanto tempo ci vorrà per introdurlo effettivamente nel sistema economico?
Fonte borsaitaliana.it

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