Mutui a tasso fisso e variabile, ecco le differenze

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In questi mesi si è parlato molto di tasso fisso e tasso variabile.
Questa differenza appartiene al sottogruppo dei piani d’ammortamento del mutuo.
Più specificamente le categorie appartengono al piano di rimborso alla Francese.

Mentre col tasso fisso la rata totale non varierà col passare del tempo, con il tasso variabile saremo soggetti all’ andamento dell’ Euribor.
Se il costo del denaro salirà ci troveremo a far fronte aumenti anche di 200 euro nel giro di pochi mesi.Se invece calerà, avverrà il fenomeno inverso.

Così può sembrare più conveniente il tasso fisso di quello variabile, tuttavia bisogna farsi due conti:
il tasso fisso infatti essendo più sicuro per il cliente e meno per la banca che non può ammortizzare il costo del denaro, è piuttosto alto rispetto al tasso variabile.
Se ad esempio il tasso variabile è impostato al 3 %, il tasso fisso è sul 5%, sarà di qualche punto percentuale più alto.
Ciò significa che la differenza in una rata mensile può essere di circa una 50ina di euro.
Facendo però un rapido conto annuale, significa pagare un 500 euro in meno all’anno scegliendo il tasso variabile.

Nel momento in cui andate a chiedere un mutuo alla banca chiedete bene a quanto stanno i tassi variabili e fissi, e informatevi sulle previsioni Euribor per il futuro.
Da questo tasso può dipendere gran parte della vostra vita finanziaria.

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