Il notaio digitale, quando?

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All’incontro del 22 Maggio Euronot@ries si sono riuniti notai da tutta Europa per discutere del contesto storico in cui è collocato il notaio e l’opinione pubblica della sua figura.

Da un sondaggio è emerso che la sua immagine rappresenta un ruolo fondamentale nella società. Non può mancare per poter garantire la fiducia e la sicurezza dei contratti, mutui, etc etc.
Tuttavia è anche palese che il rapporto con la clientela è nettamente distaccato e porta ad una correlazione diretta di una casta a circolo strettamente chiuso.

“Mi colpisce – ha commentato il notaio Riccardo Genghini, Presidente di Euronot@ries – che in questo momento critico e di ripensamento delle regole, discipline diverse come lo studio dell’opinione pubblica e lo studio dell’economia, rivolgano la medesima istanza ai notai: fornire certezze e garanzie in modo e in ambiti nuovi, soprattutto dove i rapporti sono più rischiosi e complessi. Questa é la missione del notaio nel terzo millennio: rendere sicuro ciò che oggi sicuro non è. Le vecchie soluzioni informatiche, inidonee a garantire la certezza di identità e valori puramente virtuali, hanno esteso la conoscibilità delle informazioni con una preoccupante compressione della privacy dei cittadini.

“I notai – continua Genghini - debbono essere promotori e contribuire all’attuazione di nuovi sistemi di identificazione e di registrazione delle persone, degli immobili, delle imprese, che siano più efficienti, economici ed accessibili di quelli oggi esistenti e che siano in grado di garantire la riservatezza e la sicurezza dei cittadini che usano Internet. Il notaio è nato nel medio evo e si è socialmente affermato durante il rinascimento come inventore e gestore di grandi archivi di documenti giuridici, risolvendo il problema di certezza della società di allora. È evidente come la rivoluzione informatica per i notai costituisca più un’opportunità che una minaccia: a condizione di saperne cogliere la profondità e la reale portata” .

* Il sondaggio è stato condotto dall’istituto Ispo, intervistato per via telefonica (C.A.T.I.) un campione rappresentativo della popolazione italiana maggiorenne, costituito da 801 individui, e affiancando a tali risultati quantitativi colloqui individuali della durata di circa 45-50 minuti ciascuno, con esponenti di primo piano del mondo economico, selezionati tra avvocati, commercialisti, direttori di banca e amministratori delegati di società operanti nel nostro paese.

Come giustamente dichiarato la figura del notaio deve rimanere solida e rappresentare un punto di riferimento per garantire alcune verità, ma si deve adattare al contesto storico in cui vive. L’era dei amanuensi è passata :) . La digitalizzazione di alcune pratiche può rendere il lavoro più chiaro e snello sia al cliente che al notaio.

Inoltre un altro punto fondamentale sarà proprio legato alla sicurezza dei dati su pc e la loro validità giuridica. Il notaio (come tutti) si digitalizzerà, così come ogni professione sta facendo in questi anni di rivoluzione tecnologica.

Fonte key4biz.it



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