La banca islamica, storia e suo funzionamento

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Interessatomi alla nascita della prima banca islamica in Italia ho cercato di documentarmi un po’ ed ho trovato questo stupendo riassunto della storia della finanza islamica.
L’ho riportato qui in maniera da farvi leggere anche a voi le curiosità di questo sistema:

Prima di esaminare le caratteristiche e le peculiarità della banca islamica, torniamo un po’ indietro nel tempo, alle origini di questo fenomeno. La finanza islamica moderna nasce negli anni 70 in parallelo con il pan-islamismo, movimento di ispirazione saudita nato in contrapposizione al pan-arabismo di stampo secolare e nasseriano. In 1970 viene creata l’ Organizzazione della Conferenza Islamica, organismo internazionale che raggruppa tutti i paesi musulmani. Nel suo congresso del 1974 a Lahore (Pakistan), l’OCI decise di fondare la BID, Banca Islamica di Sviluppo, con sede a Gedda (Arabia Saudita), come strumento per finanziare gli aiuti reciproci.

Altre tre date sono di particolare importanza: nel 1975 viene creata la prima banca islamica privata, la Dubai Islamic Bank, nel 1979 il Pakistan decreta l’islamizzazione di tutte le banche del Paese, decisione poi imitata da Iran e Sudan nel 1983. (si veda l’articolo di Ibrahim Warde nel Monde Diplomatique.

Per disegnare una finanza islamica moderna che corrisponda sia alle esigenze dei suoi utenti, che ai principi del Corano e della Sharia, è stato necessario un grande sforzo interpretativo intrapreso da una moltitudine di dotti musulmani. Il risultato di questo sforzo si è tradotto nella stesura di norme generali che identificano la prassi bancaria islamica rispondendo alle esigenze etiche della religione musulmana.

Qui di seguito vi proponiamo di leggere una presentazione schematica delle norme generali e del funzionamento della banca islamica a cura di Marco Lombardo, ricercatore e dottorando al CIRCDE di Bologna.

– Il vantaggio del diritto islamico è di essere molto adattabile e pertanto anche quando si parla di Sharia, occorre precisare di quale dottrina parliamo, perché più il campo normativo è ampio e più è adattabile.

– I due pilastri del diritto islamico rimangono tuttavia:

1- divieto di interesse;

2- divieto di alea (inteso come rischio dell’evento futuro e d’incerto), pertanto mentre l’emptio spei è vietata, la emptio rei sperata è ammessa (con cautela).

Nel diritto musulmano il contratto di assicurazione non potrebbe essere ammesso, ma come può un istituto bancario non assicurare il proprio capitale?

La struttura mondiale del sistema bancario prevede una somma tripartizione:

SISTEMI BANCARI OCCIDENTALI

SISTEMI BANCARI ISLAMICI (Iran, Pakistan, Malesia, Sudan, in cui è fatto espresso divieto di operare per le banche occidentali e dove le banche islamiche agiscono sul mercato in conformità ai principi sharaijtici)

SISTEMI MISTI (banche islamiche + banche occidentali convenzionali; tenendo conto che in Europa, specialmente in Inghilterra, e negli USA esistono 8 Banche Islamiche)

Sino ad oggi si sono sviluppati circa 180 colossi finanziari in tutto il mondo che rientrano nello schema economico – giuridico delle banche islamiche.

La Banca islamica è un istituto di diritto bancario che vive ed opera in una dimensione etica, in quanto agisce in funzione del profitto, e non dell’interesse (divieto di ribàt), dovendosi tendenzialmente ripartire gli utili derivati dal profitto alla Umma (società musulmana).

La Banca islamica è chiamata ad agire nel mercato finanziario in modo compatibile con i principi sharajtici; in forza della necessaria compatibilità alla sharj’a (il diritto musulmano inteso come il corpo di norme proveniente dalla fonte rivelata del Corano, ma successivamente elaborato, intepretato e sistematizzato dagli ulema, ovvero i dottori della legge islamica), le banche islamiche prevedono un sistema di partecipazione continua dell’istituto bancario e del cliente musulmano ai profitti ed alle perdite secondo lo schema del profits law sharing, in cui il profitto è in funzione del rischio e in cui gli utili non provengono dall’interesse, che come frutto civile del denaro, nei sistemi occidentali in funzione del tempo.

Dal punto di vista istituzionale la compatibilità dell’azione della banca islamica rispetto ai precetti del diritto islamico è garantita dalla previsione presso la struttura di ciascuna banca islamica del consiglio di controllo sharajtico, con il compito di garantire la legittimità delle operazioni bancarie e la concorrenza economica nel settore bancario.

Ciò premesso, occorre sottolineare invece la sostanziale identità di funzione tra la banca occidentale e la banca islamica, che è quella tipica di intermediazione tra la raccolta del risparmio presso il pubblico ed il finanziamento delle imprese.

Gli ostacoli più grandi di compatibilità tra il sistema bancario occidentale ed i principi sharajtici sono:

DIVIETO DI RIBAT (Interesse)

DIVIETO DI ALEA

Per rendere gli strumenti finanziaria, indispensabili nel mondo finanziario odierno, compatibili ai principi sharaijtici (si pensi al contratto di deposito bancario o al contratto di conto corrente in conflitto con il divieto di ribat; o al contratto di assicurazione vietato dal divieto di contratti aleatori), il diritto musulmano ha previsto tutta una serie di contratti commerciali compatibili con i principi sharajtici tra cui:

CONTRATTO DI TAKAFUL: (assolve alla funzione del contratto di assicurazione utilizzando lo schema del fondo comune di investimento per cui gli investimenti privati impartiti dalla legge sharaijtica vengono convogliati in operazioni di finanziamento commerciale con l’assunzione del rischio imprenditoriale e la partecipazione dei profitti e delle perdite secondo un tasso predeterminato al momento dell’investimento del cliente, cui viene rilasciata una cedola di credito)

CONTRATTO DI MUDARABA: contratto di ripartizione dell’utile netto o delle perdite dei risparmiatori; è simile ad una S.A.S.. in quanto una parte (il cliente) fornisce il capitale, mentre la controparte (la banca) lo investe, ed alla richiesta del cliente il capitale viene restituito con la ripartizione degli utili (se l’investimento ha portato profitto) secondo quote predeterminate sulla base della valutazione del rischio dell’operazione di finanziamento

CONTRATTO DI MUSHARAKA: contratto di associazione in partecipazione che ricalca lo schema della joint ventures di capitali; a differenza della mudaraba, qui la posizione del cliente e della banca è tendenzialmente paritaria nel senso che entrambe le parti decidono insieme come investire il capitale.

CONTRATTO DI BA’Y AL – MU’AGGAL: compravendita finanziaria simile al leasing finanziario

CONTRATTO DI SALAM (contratto di compravendita a consegna differita con scissione del rischio del perimento del bene)

CONTRATTO DI MURABAHA: contratto di rivendita a prezzo fisso (è una forma di finanziamento indiretto)

CONTRATTO DI WAKALA: contratto di agenzia e di mandato

Per quanto riguarda la compatibilità dei contratti commerciali (bancari) con il divieto di ribat, è previsto che nel contratto di conto corrente bancario, pur non potendo esserci la corresponsione degli interessi al correntista, c’è la compensazione con le spese del conto corrente. Il correntista non ha interessi ma non ha neanche spese effettive di gestione del conto corrente. La banca è obbligata quindi a garantire solo la restituzione del capitale come se fosse un contratto di deposito.

È invece fino al momento fatto divieto assoluto di utilizzo della carta di credito come strumento di pagamento o come strumento finanziario tout court.

Il problema giuridico principale rispetto alle banche islamiche è costituito dal fatto che le banche islamiche essendo uno strumento recente (dal 1974) generato dalle necessità pratiche della prassi commerciali pur nel quadro della dimensione etica imposta dai principi sharaijtici, non è un istituto presente nel codice commerciale dei paesi arabi e quindi è poco tutelato dal sistema giudiziario arabo, tendenzialmente molto conservatore.

Questa è la ragione per cui il sistema bancario islamico, non sentendosi tutelato dal sistema giudiziale, preferisce inserire in tutti i contratti con i clienti, clausole compromissorie di deferimento delle eventuali controversie future ad arbitri.

Complimenti per la spiegazione, veramente breve e chiara!

Fonte arab – report

9 Comments on "La banca islamica, storia e suo funzionamento"

  1. MONIA | at 23:38 | Rispondi

    INTERESSI ZERO???

  2. Abdelghani | at 18:20 | Rispondi

    voglio sapere dove si trova una banca islamica in italia

    • ciao vorrei anche io sapere dove si trova in italia .sono curiosa di capire come funziona non mi è molto chiaro voglio saperne di più.

  3. abdou | at 12:18 | Rispondi

    dove si po trovare una banca islamica in italia? grazie

  4. Giuseppe | at 07:39 | Rispondi

    Le banche arabe sono tutte Islamiche , kuwait , Dubai , Bahrain,ecc

    rilasciano carte di credito ,ti aprono linee di credito anche quando non ne hai bisogno….paghi interessi sul prestito molto elevati…la Dubai Islamic Bank…ho personalmente lavorato con questa Banca( eccezionale ) dove mi finanziavano i progetti ….ma chiedevo interessi elevati….nel mondo Islamico..si delinea con molta chiarezza che dove si ha necessita' di applicare la Sharia..per motivi di dominio e controllo del territorio….si va' con la mano pesante ……dove si ha necessita' di crescere ( sopratutto nei capitali) si gira intorno alla Sharia…ma e' sempre SHARIA…il mondo Arabo Islamico…lo conosco troppo bene…vivo qui da 30 anni……

    GRAZIE

    • Ouafa | at 11:51 | Rispondi

      Giuseppe non è vero che tutte le banche arabe sono islamiche!! io sono marocchina e in marocco ci sono sia banche islamiche, che operano secondo la SHARIA , sia banche normali cioè occidentali. Ed è ovvio che se la tua banca non è islamica ti faranno pagare gli interessi come qualsiasi altra banca.

    • Khalil | at 12:53 | Rispondi

      1-arabo non vuol dire islamico e viceversa es. Iran, Indonesia…,
      2-le banche arabe non sono tutti islamiche la presenza dei banche islamiche é ancora timida,basta guardare le banche nel nord Africa, in Marocco ad es. chi é un paese arabo non esiste nessuna banca islamica.

  5. LOUBNA | at 18:17 | Rispondi

    IN MAROCCO NON ESISTE LA BANCA ISLAMICA….STANNO ANCORA STUDIANO DI METTERLA IN ATTO…..ANCH'IO SONO MAROCCHINA.

  6. alacroix | at 22:30 | Rispondi

    quindi il mutuo per la casa e´ad interessi 0 ?!

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