
Se dal 2007 e fino al 2008 le richieste di mutui a tasso variabile sono diminuite drasticamente, a cuasa della crisi, ora il trend sembra invertirsi. La forte convenienza di questo tasso ricomincia a far gola a chi deve comprare casa.
Nei primi 4 mesi del 2009, infatti, le domande di mutui a tasso variabile in Italia sono salite dal 17,2% del secondo trimestre 2008 al 44,8% dei primi 4 mesi del 2009.
Ora un mutuo variabile ventennale di 100mila euro per l’acquisto di una prima casa del valore di 200mila euro da parte di un lavoratore dipendente di 35 anni si trova anche al tasso variabile del 2,10%, che si traduce in una rata mensile di 511 euro.
Il calo dell’Euribor dopo l’eccesso raggiunto, ha permesso una forte diminuzione della rata, ma come ben dice l’autrice dell’articolo in businessonline, le prospettive devono essere nel lungo periodo.
Proprio ora che l’Euribor è basso, forse non è il momento di risparmiare, ma investire in un tasso fisso nel lungo periodo. Ora che anche questo tasso è calato, nonostante sia più alto del variabile, potrebbe dare maggiori garanzie negli oscillamenti che ci saranno in futuro, senza essere troppo oneroso.
Per cui quando andate a sottoscrivere un mutuo pensate bene alla scelta che fate, oggi potrebbe convenirvi, ma in futuro la variazione può portare alle crisi che in questi ultimi anni hanno contraddistinto parecchi cittadini.
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